Idee pazze per strani giochini di ruolo indie che non vedranno mai la luce, vol. 1

Questi rientrano tutti nella definizione di “scrivere cose tristi su delle index cards”. E sono belli per questo.

Slot Machine

Alcuni di noi stanno bene da soli: sono semplicemente convinti di bastarsi da sé. Altri, invece, stanno così male con se stessi che sono alla continua ricerca di qualcun altro, salvo poi scoprire che il problema erano loro (oppure continuarselo a negare).

Questo gioco, invece, è per coloro che cercano, come tutti, qualcuno con cui stare, per davvero. Questa ricerca assomiglia spesso a una specie di lotteria, a un gioco d’azzardo: insomma, a una slot machine. In Slot Machine si gioca per trovare “la persona giusta”, mentre ci si confronta con la difficoltà di lavorare su varie relazioni una dopo l’altra (oppure no), chiuderne alcune, capire cosa fa per noi e cosa non farà mai per noi. E, come sempre, un po’ di fortuna non fa mai male nell’eterna giostra dell’ars amatoria.

A Thousand Miles

Una cosa alla quale non ho mai creduto è l’amore al di là di ogni barriera, di ogni distanza (fisica, di età o altra), di ogni impedimento. Voglio dire, il mondo è una splendida palestra di vita: vedo spesso attorno a me queste relazioni e, quando riescono a sbocciare, portano sempre un qualche splendido fiore che era lì, a margine del prato, e del quale non ti eri mai accorto prima.

Questo gioco sarebbe un po’ un modo per sfidare me stesso e farmi rispondere alla domanda: “È veramente come pensi? E se fosse possibile?”. E, magari, anche per imparare qualcosa su noi stessi…

Num custos sum ego?

Nel 2016 una delle cose che i giovani faticano di più a fare è trovare un lavoro e (o per) metter su famiglia. Ci sono, tuttavia, alcuni giovani coraggiosi che, per scelta o per gli sgambetti della sorte, si sono ritrovati a essere genitori single.

Num custos sum ego? vorrebbe parlare delle loro storie. Quali sono le loro tribolazioni? quali le soddisfazioni? quali i sacrifici?

Questo è decisamente il gioco più difficile da realizzarle, perché parla di un tema che non conosco in prima persona.