Worlds in Peril: Breve panoramica

Worlds in Peril
Worlds in Peril è un gioco Powered by the Apocalypse sviluppato da Kyle Simons, Adam Bosarge e Jason Faulk, e pubblicato nel 2015. Formalmente è un hack di Dungeon World, ma secondo me se ne distanzia parecchio: prende spunti e implementa idee da molte altre parti.

L’ambizione di base del gioco è quella di raccontare le avventure di un team di supereroi che si forma in una grande città. La partita si basa su archi narrativi che sono identici a quelli che vediamo nelle serie TV e nei film sui supereroi: c’è un supercattivo che minaccia il mondo degli eroi e i loro affetti. La storia parla di come questi eroi affronteranno la minaccia maturando al contempo come persone, e di come i loro rapporti si svilupperanno alla luce di questo.

Il gioco ha delle mosse base molto interessanti e spiegate molto bene, con numerosi esempi. Non ci sono dei libretti, come in altri giochi Powered by the Apocalypse, ma i personaggi si creano in maniera “più libera”. Per esempio, ogni eroe ha un’“Origine” (Origin), che è una parte di libretto che determina come è diventato un eroe, e una o più “Guide” (Drives), che determinano quali sono i suoi ideali. Le Origini e le Guide sbloccano mosse tematiche per quel personaggio.

L’avanzamento è gestito dall’andare a prendere gli attivatori scritti nel libretto della Guida. In poche parole, il tuo personaggio fa un avanzamento quando “cresce” e matura tematicamente, facendo cose e raggiungendo obiettivi in gioco.

I poteri sono gestiti da un profilo di poteri, definiti in maniera molto narrativa in creazione dei personaggi. Non ci sono regole che ti dicono quanti metri puoi saltare con la tua superforza, ma è tutto gestito per mezzo delle altre mosse (base e non) e del fictional positioning del tuo personaggio: in poche parole, sulla base di quello che ha senso in quel momento in fiction e di quello che lui può potenzialmente fare con i suoi poteri, che sta scritto nella sua scheda.

Le relazioni (Bonds) con la città, la polizia, i singoli PNG sono molto potenti e ti possono permettere di cambiare la categoria di successo dei tiri che hai fatto ma, se le usi, immediatamente dopo, devi introdurre delle complicazioni che riguardino quelle relazioni.

Le ferite si chiamano “condizioni” (Conditions) e anch’esse sono gestite in maniera assolutamente narrativa. Il miglior modo per scrollarsele di dosso è trascorrere dei momenti di approfondimento con le proprie relazioni. Questo fa sì che il gioco abbia due focus: la vita da eroe e quella da persona comune, e una alimenta l’altra.

Questa è la mia breve panoramica su Worlds in Peril, gioco che ho finito di leggere qualche settimana fa e che mi piacerebbe tantissimo provare.