Non tutti i cani vanno in paradiso: Recensione di Giorgio Catenacci

Pubblico di seguito la terza delle quattro recensioni che ho ricevuto mio gioco, avendo ricevuto il permesso dal recensore.
Cosa ti è piaciuto del gioco?

Premettendo che non ho giocato a Limbo e non conosco le altre fonti citate, quindi non so quanto sia originale l’idea. Ma a prescindere da questo, l’ho trovata carina. Carina per la semplicità anche la creazione e la modalità di risoluzione delle azioni. Un po’ troppo affidate forse al caso (dadi) le risoluzioni degli incontri. Molto carina anche l’idea di affidare ruoli anche ai giocatori che non sono di turno.

Cosa hai trovato confuso o poco chiaro?

È poco chiaro l’ordine delle azioni. Cioè chi agisce prima, come e quando. Sicuramente molto è lasciato alla narrazione e quindi alla “discussione” tra giocatore e Signore delle Ombre. “Le mosse funzionano a doppio senso: dalla fiction alla meccanica e dalla meccanica alla fiction”, sinceramente non ho capito proprio cosa voglia dire questa frase, né tutto il paragrafo.

Cosa pensi potrebbe aver bisogno di più lavoro e sviluppo?

Oltre a dover chiarire le parti confuse e poco chiare, credo che “post-gamechef” sarebbe carino creare dei meccanismi per cui non tutto sia affidato al caso, anche semplicemente affidandolo di più alla narrazione. Sempre in questo senso darei la possibilità al Signore delle Ombre di creare delle scene e di affidare dei “bonus” al giocatore nel caso in cui scelga di risolvere la cosa nel modo “migliore”, sempre rimanendo un cane!