Microscope: ascesa e declino dell’impero nanico

Questo sabato sera non avevo poi molto da fare e, la settimana precedente, mi ero messo d’accordo con +Nikitas Thlimmenos e +Antonio Amato per provare finalmente Microscope (Ben Robbins, 2011), che per sottotitolo ha un pomposo “a fractal role-playing game of epic histories”.

Di Microscope venni a sapere alla mini-con “Mantova Indie”, a cui partecipai il lontano 10 marzo del 2011, e mi ha sempre lasciato addosso quella classica diffidenza che ha chi studia materie storiche, quando gli viene propinato qualcosa di “storico”: una sorta di questione alla “non bisogna mai mischiare il dovere al piacere”. In realtà già l’anno scorso +Flavio Pintarelli me ne parlò in termini che me lo fecero rivalutare parecchio e, più di una volta, parlando con +Nikitas Thlimmenos mi sono espresso dicendogli «Un bel giorno dovrò superare questo pregiudizio». Quel giorno è stato sabato.

La nostra partita aveva per tema (Big Picture) “Ascesa e declino dell’impero nanico”. Il tema si stabilisce tutti assieme e all’inizio c’è stato quel classico momento, durato pochi secondi invero, del “cosa facciamo?”. A quel punto ho proposto di buttarci sul fantasy, poiché sapevo che +Antonio Amato si era recentemente interessato ad un articolo che parlava di come creare un’ambientazione con Microscope da giocare successivamente con Dungeon World.

La sessione è andata liscia: abbiamo scherzato molto e ci siamo divertiti parecchio. La nostra Palette – ossia l’elenco di cose da introdurre o da bandire della partita – prevedeva:

  • Elfi
  • Magia = tecnologia
No
  • Nani di sesso femminile
  • Umani
Le nostre Legacy – ossia i filoni che vanno e tornano nella storia, quei temi che tendono a non morire mai – erano (tra parentesi i giocatori che le hanno proposte):
  • Gorkij, il Rampollo della famiglia Reale (Antonio)
  • Il Trattato dell’Ascia Rinfoderata (Nikitas)
  • Astrax, Drago delle Profondità (Daniele)

Per il resto potete avere un’idea di cosa è successo nella nostra partita dando un’occhiata all’immagine qua sotto, ordinata dopo la sessione da +Antonio Amato (non prenderò meriti non miei). I cartellini presente in alto sono i Focus dei tre turni che abbiamo giocato (tra parentesi il giocatore che li ha proposti).
Ovviamente sono rimasti degli interrogativi: per esempio come facciano a riprodursi questi poveri nani. Magari un possibile sequel della partita verterà proprio su questo.

Se siete interessati abbiamo anche aperto una discussione su Google+ per condividere pareri e opinioni sulla nostra partita.