Minitesto lovecraftiano 3

“Lo zio Mortimer fu ricoverato ormai sei anni or sono. Chissà cosa avranno di tanto importante da dirmi?”.

Così andavo pensando, mentre ero seduto sulla sedia, scomoda, fuori dall’ufficio del direttore del Misty Island Sanitarium. In famiglia tutti non facevano che dirmi quanto il vecchio zio mi assomigliasse. La cosa mi ha sempre dato fastidio: sembrava quasi che fossi una copia di qualcun altro, ma cercavo di non darlo troppo a vedere.

“Spero di essere vestito in maniera adeguata”.

Tutte le camicie erano a lavare, nonostante avessi detto più volte alla massaia che me ne sarebbe servita una per l’incontro. Sembra che mai nessuno mi ascolti come dovrebbe. Mi sono dovuto arrangiare con questa, che doveva andarmi meglio qualche anno fa, quando ero più magro. Ora stringe e mi dà fastidio.

“Chissà cosa vide il povero zio nell’Africa nera che lo ridusse a quel modo?”.

All’improvviso la porta si aprì. Era il dottor Leclerc: «Mortimer carissimo, come sta suo nipote?».