The Questing Beast: Una cerca iniziata per caso

Domenica 30 gennaio ero a casa di alcuni amici e, verso la mezzanotte, mi è venuta la pazza idea di lanciare una storia di The Questing Beast, che mi ero portato appresso. Io ho fatto da Guida (ero l’unico ad aver letto il regolamento; non l’avevo mai giocato, ma l’avevo letto diverse volte e compreso, alla luce sia delle discussioni lette sia su “Gente che Gioca” sia di alcune mail mandate direttamente al designer James V. West) mentre gli altri tre giocatori hanno fatto da Bardi, creando un Eroe ciascuno.

Accordo

Abbiamo deciso di tenere come ispirazione il gioco da tavolo Shadows Over Camelot, col quale tutti noi siamo molto familiari. Sulla figura di Re Artù abbiamo deciso di abbattere gli stereotipi stabilendo che si tratta di un elefante (inoltre i tratti della Forma animale – grandi dimensioni, fedeltà, pazienza, saggezza, intelligenza, potere, memoria – sembravano aseguarsi perfettamente alla sua regale figura).

Eroi

Fratello Ismaele

Bardo: Stefano
Forma animale: Tigre (bellezza, scaltrezza, misticismo) [+2]
Temi:
  • Vecchio cavaliere [+2]

  • Monastero turbolento di Woodspoon [+2]

  • Liberatore [+1]

  • Amore proibito [+1]
Pool: 6
Romanzo cortese: Fratello Ismaele, al secolo Sir Rupert di Camelot, tanto tempo fa è stato un cavaliere della Tavola Rotonda, nonché compagno d’armi dell’allora Sir Jupiter. Alla fine di una sanguinosa battaglia, entrambi i cavalieri deposero le armi e si ritirarono; Rupert entrò come monaco nel monastero di Woodspoon, prendendo il nome di Fratello Ismaele.
In tempi recenti, viaggiando per il regno del Nord, Fratello Ismaele ebbe modo di liberare alcuni schiavi gladiatori dalle angherie a cui degli schiavisti li avevano sottoposti. Tra questi vi era anche Valiant.

Jupiter

Bardo: Paolo
Forma animale: Orso (forza, serenità, saggezza) [+2]
Temi:
  • Armatura e spada buttate [+2]

  • Un bastone ricevuto (che permette di usare il libro) [+2]

  • Un libro [+2]

  • Ex cuore di ghiaccio [+1]
Pool: 4
Romanzo cortese: Jupiter, precedentemente Sir Jupiter, è stato per molti anni un cavaliere della Tavola Rotonda, nonché compagno d’armi dell’allora Sir Rupert di Camelot. Dopo una sanguinosa battaglia, entrambi i cavalieri deposero le armi e si ritirarono; Jupiter gettò la sua armatura e le sue armi, e si diede ad una vita di contemplazione e vagabondaggio, alla ricerca del proprio misticismo interiore: solo così sarebbe stato in grado di mettere da parte la sua freddezza e il proprio cuore di ghiaccio per recuperare l’umanità perduta.

N.B. Paolo non aveva mai giocato di ruolo, cosa che si evince dalla genericità – se volete, dal poco spessore – dei Temi scelti. Tuttavia vi posso assicurare che se l’è cavata egregiamente – per certi versi meglio dei suoi due colleghi veterani dei giochi di ruolo tradizionali – ed è stato in grado di dare vita ai tratti, arricchendoli e collegandoli con la storia che si stava sviluppando, direttamente durante il freeplay.

Valiant

Bardo: Simone
Forma animale: Toro (potenza, distruzione, forza) [+2]
Temi:
  • Ascia bipenne leggendaria (Lylarcore) [+2]

  • Ex schiavo, liberato da Fratello Ismaele [+2]

  • Furia implacabile [+2]

  • Cuore tenero [+2]
Pool: 2
Romanzo cortese: Valiant proviene dalle tribù dei barbari del nord di Albione. È stato catturato come schiavo da degli spietati schiavisti del Nord, che lo costringevano a battersi come gladiatore nelle arene. Alla fine è riuscito a liberarsi e a fuggire grazie all’aiuto di Fratello Ismaele, giungendo infine nei territori del regno di Camelot.

C’era una volta…

Introduco la prima scena con l’aiuto di Simone, il Bardo di Valiant. Il barbarico toro sta andando a trovare il suo amico e salvatore Fratello Ismaele presso il monastero di Woodspoon. Arriva e viene introdotto dal frate guardiano (un cane… da guardia) che lo ammette nel monastero e lo accompagna presso la cella di Fratello Ismaele. I due si salutano cordialmente e intavolano una breve scena di interazione che dà colore all’incontro. Ad un certo punto interrompo i convenevoli annunciando che si odono le campane del monastero suonare l’allarme. Taglio la scena e passo all’Eroe Jupiter.

Introduco la scena con l’aiuto del Bardo, Paolo. Decidiamo che Jupiter si trova, alla mattina di buon’ora, presso la città di Camelot: aveva un appuntamento in giornata con Fratello Ismaele, che avrebbe dovuto portargli un libro custodito nel monastero di Woodspoon (qui il tema generico che ha scritto sulla sua scheda comincia a prendere forma). Jupiter si trova in una piazzetta con al centro la statua del padre di Uther Pendragon (il padre di Re Artù) e passeggia, aspettando che arrivi l’ora dell’appuntamento. Ora occorre un twist per la scena, ma qui ci pensa Stefano lanciando un’Idea. L’Intento è che, se il tiro riesce, Jupiter udirà per caso qualcosa di veramente interessante per lui; se il tiro fallisce, invece, verrà derubato di quelle poche monete che ha da un ladro. Paolo non si oppone e a me l’Idea piace, quindi gli do 3 Dadi Bonus, mentre Stefano decide di Scommettere 2 dadi dal suo Pool. L’Evento risulta in un MdV per Stefano, che narra di come Jupiter veda, in un diverticolo poco distante, due oscure e ladresche figure e di come oda di un piano che sarebbe già in atto per rubare qualcosa di importante dal monastero di Woodspoon. Paolo (attraverso Jupiter) prende in mano le redini della situazione e decide di montare in fretta a cavallo, per raggiungere il monastero ed evitare che il peggio avvenga. La scena torna su Valiant e Ismaele.

Una gran folla si raduna nella corte del monastero, chiedendosi cosa sia avvenuto, ed ecco che arrivano due guardie canine, facenti parte della piccola guarnigione di soldati lasciati da Re Artù a presidiare il monastero, che portano in malo modo una giovane volpe adolescente (15 anni circa). Dietro di essi arriva anche il frate bibliotecario (un gufo) che dichiara agli astanti che un pericoloso libro di magia nera, consegnato in custodia al monastero da Sir Kay, il siniscalco di Artù in persona, è stato trafugato dal monastero. La fanciulla è stata trovata a poca distanza dalla biblioteca, e portava nella sua borsa la custodia d’argento ingioiellato all’interno del quale si trovava il libro trafugato. La fanciulla pronuncia parole in sua difesa: è la figlia del panettiere e stava portando, come tutte le mattine, il pane del monastero presso le cucine, che sono per l’appunto vicine alla biblioteca. Qui emerge abbastanza chiaramente che stiamo per andare verso un Conflitto e Stefano si fa avanti, chiedendo un tiro e precisando l’Intento. In caso di successo la ragazza sta dicendo la verità ed è credibile, inoltre racconterà qualcosa che aiuterà a capire chi è il vero colpevole; in caso di insuccesso la ragazza stessa è implicata e verrà scoperta. Come Guida l’idea che la ragazza sia innocente mi alletta, anche perché comincio già a sorridere al Tema “Amore proibito [+2]” di Fratello Ismaele (che ancora non si sa chi sia), quindi concedo a Stefano 3 Dadi Bonus; da parte sua lui utilizza il suo Tema “Monastero turbolento di Woodspoon [+2]” e Scommette 2 dadi del suo Pool, per un totale di 7 dadi che risultano in un MdV. Alla povera giovane volpe è andata cosí: aveva appena consegnato il pane nelle cucine che una figura guizza fuori dalla biblioteca correndo e, passandole accatto, la fa cadere. Però alla figura sinistra casca la custodia ingioiellata, e la giovane la raccoglie incuriosita, col proposito di consegnarla quanto prima ai monaci. Senonché arrivano le guardie che la incolpano del furto e la prendono in consegna. La giovane, però, è stata in grado di identificare colui che l’ha urtata con Fratello Beone, un giovane frate sciacallo, entrato da qualche mese in convento. Si tratta di uno di quei monaci che ha sempre avuto un comportamento doppio e poco credibile, tant’è che il suo soprannome deriva dal fatto che usasse frequentare l’osteria del vicino villaggio di Woodspoon, comportamento poco consono ad un monaco. Il racconto della volpe convince tutti gli astanti.

Taglio su una nuova scena concordata con i Bardi. Jupiter arriva al monastero e assiste alla scena del cortile (quindi abbiamo implicitamente stabilito che la scena di Jupiter a Camelot è accaduta qualche ora prima, avendo detto che Woodspoon si trova ad alcune ore di cavallo da Camelot). E qui emerge la cosa interessante: Paolo, come Bardo, prende la parola facendo dire al suo Eroe che non è un problema se il libro di magia è caduto nelle mani sbagliate, poiché è impossibile utilizzarlo senza l’ausilio del bastone che Jupiter custodisce (notate l’iniziativa del giocatore che non aveva mai giocato!). Mi pare un’ottima idea e lo lascio fare, con il plauso di tutto il gruppo. In buona sostanza Jupiter detiene una missione segreta: quella di recuperare il libro pericoloso e di riconsegnarlo nelle mani di Sir Kay, dopo un periodo nel quale era stato custodito segretamente presso il monastero. Abbiamo cosí chiarito un altro Tema che era molto vago sulla scheda di Jupiter, e tutto questo durante il freeplay. Ottimo direi!

A questo punto gli Eroi prendono la parola, chiedendo che la giovane venga rilasciata, cosa alla quale nessuno si oppone. Segue un po’ di interazione tra gli Eroi, con la presentazione del barbaro Valiant all’anacoreta Jupiter. Poi gli Eroi decidono che questo complotto ai danni di Camelot non può rimanere incostrasato, e si mettono in marcia alla volta del villaggio di Woodspoon, per cercare notizie su Fratello Beone, presso la locanda che egli era solito frequentare.

Arrivati sul posto, Paolo afferma di conoscere già il villaggio, poiché si tratta del suo villaggio nativo. Io avevo già precisato che si trattasse di un villaggio di circa mille anime, quasi tutte dedite all’agricoltura; alcune di esse al taglio di legna, ma solo per uso locale. Quando gli Eroi entrano nella locanda per cercare informazioni su Fratello Beone, egli chiede della mandragola pepata, un vecchio intruglio liquoroso che vent’anni prima era la specialità della casa, ma che da allora non era stato piú richiesto. L’oste cervo della locanda è davvero incuriosito da questa strana richiesta ma, dopo essere stato nella cantina per assicurarsi di averne ancora qualche bottiglia di annata, torna con una di esse, tutta impolverata, in mano. Segue una scena di gioco libero dove gli Eroi fanno domande per avere notizie su Fratello Beone. Quando è chiaro che c’è del potenziale per un Conflitto, Paolo decide di farsene carico. L’Intento è che, se vincerà, otterrà dall’oste precise informazioni su come trovare Fratello Beone; se fallirà, in realtà l’oste è in combutta con Fratello Beone, e li metterà sulla cattiva strada. Personalmente preferisco la seconda opzione, quindi gli do solo un Dado Bonus, mentre lui decide di Scommetterne due dal suo Pool. Il tiro fallisce, lui perde i suoi due dadi e narra il suo MdS. L’oste in realtà è in combutta con Fratello Beone e dice agli Eroi che, durante una conversazione, aveva allungato le orecchie e udito che lo sciacallo si sarebbe diretto in una foresta non troppo distante da lí per incontrare qualcuno. In realtà l’oste cervo sa benissimo che quella foresta che non c’entra nulla con Fratello Beone ma che, in compenso, è il covo di una banda di briganti che da mesi sta rendendo meno sicure le strade del regno di Camelot che le passano vicino. Pertanto egli intende mandare gli Eroi verso un destino difficile.

A questo punto si è fatta una certa ora e al tavolo reputiamo che sia un buon momento per sospendere la sessione, quindi ci salutiamo, con la promessa di continuare questa giocata, iniziata un po’ per caso. Le impressioni raccolte, da parte di tutti, sono molto positive; cosa che non può fare a meno di compiacermi, visto che era da mesi che avevo comprato il PDF di The Questing Beast, e morivo dalla voglia di provarlo.

Unica nota: Simone non ha preso le redini di nessun Evento. Spero che nella prossima sessione si faccia avanti e dica anche lui la sua. Ammetto che probabilmente non l’ha fatto soltanto perché non ce n’è stata l’occasione (gli altri Bardi hanno preso la parola prima di lui, secondo il principio, sancito anche dal manuale: first come first served).

Ora, miei lettori casuali, vi saluto, e vi ringrazio per la pazienza che avete portato nel leggermi. Posso solo promettervi che tornerò a scrivere per voi, non appena avrò la possibilità di continuare questo actual play.



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