Vampiri: La Masquerade (Alessandra) — Sessione 2

Fiera accende le luci dell'ufficio per andare avanti ad ispezionarlo con gli altri, che non ci vedono al buio. Durante l'ispezione, Alexander trova delle ceneri (di vampiro) nascoste dietro una pianta: pensano subito che siano i resti del fidato del Principe, un Ventrue preposto ad amministrare l'acciaieria Arvedi. Poi trovano vari indizi (lettere chiuse e messaggi) che parlano di un certo Romualdo Sforza, che parrebbe essere un inviato dall'Arcivescovo Malafax (un vecchio rivale “africano” di Leonardo Fiera, ma non solo) per gestire l'acciaieria in nome del Sabbat.

Ad un certo punto, si sentono dei rumori provenire dall'entrata del capanno e poi di gente che sale le scale per raggiungere gli uffici. Velocemente pensano a come e dove nascondersi; l'unico a rimanere allo scoperto è proprio Fiera. Gli intrusi sembrano due: si tratta di due umani che mettono a soqquadro gli uffici in cerca di qualcosa, ma presto si accorgono che qualcun altro è stato lì prima di loro e si mettono a cercarlo. Non ci mettono molto a trovare Fiera, che per l'occasione si era messo a meditare tranquillo, secondo la moda orientale. “Tanto mi troveranno lo stesso” aveva pensato. In effetti i due sono parecchio allarmati quando lo vedono, e subito lo minacciano con dei coltellacci (alla Rambo). Fiera si mostra quasi impassibile, tirando fuori scuse generiche e poco credibili e dicendo che quello era il suo ufficio. I due non ci credono e stanno quasi per aggredirlo, quando interviene Roberto Bessi che si mette di mezzo ed estrae la sua spada medievale intimandogli di andarsene. Fiera tenta invano di sbilanciare uno dei due, facendolo cadere. La situazione degenera e i due chiamano a sé una vampira (del Sabbat) finora rimasta fuori scena: Anya (Assamità Antitribù). Viene spontaneo pensare che i due umani siano in realtà dei ghoul, ma questo conta poco, dal momento che la situazione sfocia nel combattimento aperto. Roberto non ha tantissima difficoltà a mettere alle strette l'Assamità, che alla fine indietreggia sconfitta. Fiera si occupa dei due ghoul, sollevandone uno e scagliandolo ripetutamente contro l'altro fino allo sfinimento. Anche Alexander tenta un'entrata decisamente mal riuscita, mentre Artemisia rimane nascosta per uscire solo alla fine. I due ghoul e l'Assamità (impalata con la sua stessa daga) vengono consegnati nelle mani dello Sceriffo affinché li interroghi. Infatti nelle fasi preliminari del combattimento avevano chiaramente dichiarato di appartenere al Sabbat e di aver messo un infiltrato nella persona di Romualdo Sforza al posto di Diego Marconi, il fidato del Principe. Inoltre, l'impianto per la lavorazione dell'acciaio stava per essere convertito in uno prettamente specializzano nella fabbricazione di armi per conto del Sabbat. Loro erano stati mandati lì a controllare come mai molti Cainiti (del Sabbat) fossero scomparsi negli ultimi tempi, tra questi anche Romualdo Sforza.

Subito il gruppo si reca a far rapporto dal Principe che riceve le loro deposizioni. Inoltre, i quattro prendono impegno per continuare le indagini in loco la sera seguente, dal momento che oramai l'alba si avvicina imminente. Le ultime ore della notte sono passate da Fiera a Roberto a cacciare assieme, di modo che il Gangrel potesse insegnare all'anacronistico Cainita il funzionamento di certi meccanismi “basilari” nelle notti moderne.