Conclusione di Sine Requie

Questa sera abbiamo portato alla conclusione la nostra breve avventura in due capitoli di Sine Requie.

I giocatori avevano appena preso a braccetto il secondo capitolo, ambientato in una Parigi Est più nazista che mai. Avevano da poco tentato di contattare i partigiani francesi, lasciando un messaggio presso una nicchia nascosta nel muro che divide Parigi in due metà, per accordarsi su dove lasciare i fucili trafugati nei mesi passati alla Wehrmacht di Worms.

Alla mattina del nuovo giorno i due soldati Ghunthar e Volker passano dall'albergo in cui risiede il medico Friedel e lo raccolgono su una moto con sidecar, per recarsi a recuperare il messaggio. Il recupero ha luogo facilmente, stando attenti a non essere avvistati dalle numerose pattuglie, la cui attenzione è rivolta, perlopiù, dall'altro lato del muro. La lettura del messaggio ha luogo in un'anonima birreria, per non dare nell'occhio. Lo scambio avverrà quella sera a Parigi Ovest dopo la mezzanotte, i personaggi potranno accedervi mediante un cunicolo fognario che passa sotto il muro di contenimento e del quale è precisata l'ubicazione nel messaggio.

Al ritorno in caserma, Ghunthar e Volker vengono convocati dal maggiore Werthmaier che li invita, a nome del generale in capo Ektor Jung, ad una cena presso la sua casa vicino all'Île de la Cité; verranno dati loro dei permessi per circolare anche dopo il coprifuoco. La cena dovrebbe finire abbastanza presto da permettere ai personaggi di raggiungere il luogo d'incontro coi partigiani francesi. Lo stesso invito arriva per iscritto al medico Friedel preso l'albergo.

La sera tutta la squadra è al completo e fa la conoscenza dello statuario e imponente generale Jung, capo supremo della Wehrmacht parigina, ad un passo dallo schiacciare la Resistenza francese. Verso la fine della serata, la cena viene disturbata dalle urla di una domestica. Quando i presenti accorrono, fanno la scoperta del corpo morto e già Risvegliato del generale Jung, assentatosi per qualche ragione, appeso a testa in giù per i piedi al lampadario in vetro di murano del suo studio. La morte è sopraggiunta a causa di una ferita profonda a uno dei suoi occhi, inflittagli con la sua stessa spada. Allo stesso modo, sulla sua fronte sono state incise due rune nordiche capovolte a formare un epigramma.

Gli invitati vengono fatti allontanare e arrivano gli agenti della Gestapo, che interrogano tutti i presenti, arrivando alla conclusione che l'assassino debba per forza essere venuto da fuori e non possa essere trai presenti. Interessanti anche i mormorii sul significato delle rune sulla fronte del generale. Si tratta della runa ansuz capovolta, legata con la runa algiz, anch'essa capovolta. Il significato dovrebbe essere qualcosa tipo: “perdita del favore di Odino e della protezione divina”. Oltre a ciò, pare che dall'ufficio siano stati trafugati anche dei piani strategici di vitale importanza.

Nel giro di un paio di ore le indagini si completano, agli astanti viene fatta richiesta di non parlare a nessuno dell'accaduto, pena l'incriminazione per tradimento. Tutti vengono rilasciati, con l'obbligo di non lasciare Parigi. I personaggi si affrettano a recuperare i propri equipaggiamenti e a scendere nel condotto fognario, dopo aver forzato il lucchetto della porta di metallo e aver schivato un'ispezione da parte di una pattuglia della Gestapo.

Alla fine del condotto fognario, i personaggi si trovano al di là del muro che divide Parigi, precisamente alla fine di un condotto franato in parte che dà all'aria aperta e alla luce della luna. Con attenzione, evitano i fasci di luce dei proiettori e le ronde delle sentinelle sopra al muro, e si inerpicano tra le rovine di Parigi Ovest, nella speranza di prendere contatti coi partigiani. Rifugiati in un edificio, sentono dei passi avvicinarsi e la voce di un ragazzino che richiama in francese. Ghunthar riesce ad aggirarlo, a immobilizzarlo e a portarlo dentro, dove il gruppo lo interroga e scopre che si chiama Arnald e che probabilmente è legato alla Resistenza. Tuttavia, il fracasso ha attirato un Simplex che insegue i personaggi. Costoro fuggono e, grazie alla prontezza di Friedel, che gli fa crollare un muro pericolante addosso, riescono a sbarazzarsene.

Arnald porta i personaggi in una piazza abbandonata, dove richiama i partigiani francesi con un rumore metallico. Questi escono repentinamente e tengono sotto mira i personaggi. Con loro parla, in particolare, quello che sembra essere il loro capo, un tale Gustave, dal comportamento un po' bizzarro. Tuttavia, dopo lo scambio dei fucili, il raduno viene interrotto dall'esplosione di un colpo, da parte di un cecchino appostato su un edificio, che centra in pieno un partigiano a poca distanza da Gustave. Esplode il caos e i personaggi scappano per tornare verso Parigi Est, quando, pochi secondi dopo, un nuovo sparo riecheggia in direzione opposta e qualcuno cade urlando da un palazzo in rovina. Proprio i personaggi incrociano il cadavere non ancora Risvegliato, durante la fuga. Si tratta del cecchino che ha ucciso il partigiano francese, ma non solo: costui reca una divisa delle SS e la sua faccia è quella di uno dei compagni della cellula ribelle a Worms. Volker gli prende i documenti, scoprendo che il suo vero nome è Karl Fritzmann. Curioso anche il modo in cui questo SS è stato ucciso: un colpo preciso entrato nel cranio attraverso un bulbo oculare. Ma il gruppo non si attarda ulteriormente e raggiunge senza problemi Parigi Est.

Le due settimane successive passano abbastanza tranquille: i personaggi vengono sentiti ancora un paio di volte dalla Gestapo, poi ricevono il permesso e i biglietti del treno per lasciare Parigi e tornare a  Worms. In quei giorni hanno anche modo di cancellare qualsiasi prova o traccia ulteriore possa giocare a loro discapito. Intanto, la propaganda ha buon gioco a presentare la morte del generale Jung come dovuta a persistenti problemi di cuore del generale, mai comunicati ai sottoposti per non turbarne il morale. Viene altresì detto che il generale aveva già previsto un successore e dei piani di transizione (notizia schifosamente falsa, come i personaggi e pochi altri hanno il privilegio di sapere).

Il ritorno dei personaggi a Worms è carico di notizie discordanti: da una parte la riuscita perfetta del piano, dall'altra la consapevolezza che degli infiltrati si nascondo all'interno della cellula. Ma questa è un'altra storia...