Capitolo XV

(21.37.24) Storyteller: Karen ora libera dalle catene osserva Karl con una espressione predatoria, occhi rossi e zanne estese.
(21.38.34) Storyteller: Karen fa un passo avanti...
(21.38.41) Storyteller: verso Karl...
(21.39.15) Karl Steiner: [come sono legato? per delle catene appese in alto ? ancora a un muro ?]
(21.39.38) Storyteller: [catene ancorate al muro]
(21.40.05) Storyteller: [Karl si può muovere ma ha le mani legate]
(21.40.19) Storyteller: [le gambe sono libere di muoversi]
(21.41.04) Karl Steiner: [volevo sapere se era plausibile potersi alzare col bacino facendo leva sulle catene per dare un colpo coi piedi nel caso che s'avvicini troppo, però non so se è fattibile anche per le condizioni fisiche del PG]
(21.42.53) Storyteller: [è ok dato che l'adrenalina va a mille e il cuore batte forte, sebbene il panico non domini Karl.]
(21.43.45) Storyteller: Karen si scaglia verso Karl all'improvviso
(21.44.10) Storyteller: come un felino sulla preda con le mani ad artiglio protese verso di lui!
(21.44.45) Karl Steiner: provo a far leva sulle catene per alzare il bacino e colpire Karen con i piedi
(21.45.11) Karl Steiner: il cuore va a mille mentre la voglia di vivere si incunea sempre di più nei miei pensieri
(21.48.23) Storyteller: Karen è un fulmine e non da tempo a Karl di reagire abbastanza prontamente. Prima di raggiungerlo però si ferma e sbatte a terra faccia in giù. Cerca di tirare via una gamba che ora è bloccata da una mano di Corvin. Corvin tuttavia continua a sembrare morto e ha lo sguardo vacuo verso l'alto.
(21.50.49) Karl Steiner: chiudo gli occhi mentre vedo la vampira zompare su di me, preparandomi al peggio. Quando poi sento il tonfo sordo del corpo che cade, riapro lentamente gli occhi notando che Corvin ha avuto un qualche genere di reazione bloccando la gamba del vampiro "Corvin!" esclamo fra un misto di stupore e tensione, mentre con gli occhi cerco qualcosa che possa aiutarmi da scagliarle inavvertitamente contro.
(21.53.14) Storyteller: [intorno a Karl ci sono diversi attrezzi da pulizia. Secchi, scopettoni di vario genere e prodotti per la pulizia.]
(21.54.09) Storyteller: Karen tira inutilmente per riuscire ad afferrare Karl, finchè non riesce a prendegli un piede.
(21.55.42) Karl Steiner: lancio un piccolo grido di spavento mentre tento di agitare il piede per farle perdere la presa. Se necessario le rifilo un calcio sul braccio con l'altra gamba
(21.57.58) Storyteller: Karl da un calcio sul braccio molto violento a Karen ma lei non sembra sentire dolore ed è in preda alla frenesia.
(21.58.25) Storyteller: Karen fa dei versi di rabbia e soffia.
(21.58.48) Karl Steiner: "Scheisse! Mollami!! MOLLAMI!" urlo in tedesco mentre continuo a cercare di svicolare la presa sul mio piede
(21.59.18) Storyteller: Karl perde la scarpa
(21.59.45) Storyteller: la presa di Karen scivola
(22.00.58) Karl Steiner: ritiro il piede immediatamente cercando di tenermi ben lontano da lei "Corvin!" osservo il corpo inanimato di lui "Svegliati, se non lo fai moriremo entrambi. Svegliati!" la voce è un misto fra l'implorante e l'agitato
(22.02.16) Storyteller: Karen afferra la mano di Corvin e morde il polso affondando i denti.
(22.02.35) Karl Steiner: [con forces e prime non posso fare nulla vero ?]
(22.03.10) Storyteller: [dipende... cosa vorresti fare?]
(22.05.12) Karl Steiner: [scatenare un fuoco purificatore dalla scarpa è una forzatura d'autocombustione inutile. Se possibile volevo farle cadere addosso qualcosa per bloccarla oppure tentare di liberarmi spezzando le catene se hanno qualche punto debole]
(22.06.11) Storyteller: [coincidenza?]
(22.07.13) Karl Steiner: [sì ricerco una possibile coincidenza per non accumulare del paradosso se possibile]
(22.09.28) Storyteller: [dimmi tu allora come vuoi fare la coincidenza]
(22.10.01) Karl Steiner: [non è che per caso le catene hanno un qualche tipo di supporto cedevole tale per cui possano.... saltare?]
(22.10.26) Ardal O'Riley: [Un anello arrugginito o parzialmente aperto?]
(22.10.32) Karl Steiner: [esattamente]
(22.10.54) Storyteller: [ok mi sta bene]
(22.12.01) Karl Steiner: cerco di liberarmi dalle catene, utilizzando la magia per aprirle facendo pensare che il tutto sia accaduto per un anello debole o arrugginito prima del tempo, il tutto mentre evito di avvicinarmi a Karen che sembra più presa da Corvin
(22.13.43) Storyteller: Le catene cedono strappandosi su un anello usurato.
(22.14.39) Storyteller: Karen sputacchia come se avesse assaggiato qualcosa di schifoso e si gira verso Karl.
(22.15.30) Karl Steiner: con accortezza comincio ad allontanarmi da Karen mentre continuo a tenerla sott'occhio per evitare di rimanere nel suo raggio d'azione
(22.17.58) Storyteller: Karen spezza la mano a Corvin con la bocca e gli artigli. Non esce una singola goccia di sangue e la mano viene via liberando del liquido con un colore simile al mercurio.
(22.18.37) Storyteller: Fatto questo Karen si rialza con la mano di corvin staccata ancorata alla caviglia.
(22.19.17) Karl Steiner: [presumo che con forces non riesca a farla inavvertitamente scivolare sul pavimento a causa del suo impeto!?"
(22.20.09) Storyteller: [why not, ma sarebbe la tua azione e non ti sei allontanto molto]
(22.22.02) Karl Steiner: [dannazione..... qua mi tocca essere succhiato come una sangiusuga... eh no... le catene che ho appena spezzato posso usarle per incatenarla tramite magia anche se ciò mi costa paradosso con FORCES / PRIME oppure è impossibile?]
(22.23.18) Storyteller: [col paradosso nulla è impossibile]
(22.23.37) Karl Steiner: [e allora paradossiamoci ma devo sopravvivere]
(22.24.52) Storyteller: [bene]
(22.25.03) Storyteller: [lanci l'incantesimo?]
(22.25.18) Karl Steiner: [lancio]
(22.26.11) Storyteller: Le catene si muovono e si avvolgono intorno a Karen attaccandola al muro.
(22.26.23) Storyteller: KAren si agita per liberarsi.
(22.26.43) Storyteller: KArl deve restare concentrato per mantenere le catene strette su karen
(22.28.26) Storyteller: "Stritolala..." dice Corvin.
(22.29.59) Karl Steiner: cerco di far agganciare le catene al muro su supporti resistenti mentre sento la voce di Corvin e scuoto leggermente il capo "Non.... voglio.... non ha.... fatto nulla.... a..... nessuno" parlo a spezzoni mentre tento di mantenere la concentrazione sull'incantesimo
(22.34.23) Storyteller: "E' un mostro...beve sangue umano. La sua esistenza significa che ha ucciso e uccciderà...Come puoi risparmiarla?" la voce echeggia nella testa di Karl...In altri luoghi e altri tempi "...dichiareremo guerra ai maghi e a tutte le moltitudine di creature della notte per il bene e il progresso dell'umanità verso l'Ascensione! Nessuno potrà resistere a questa sacra missione."
(22.36.24) Storyteller: "L'uomo creerà il suo paradiso nel mondo con la benedizione del Signore e del Genio da lui conferito a tutti noi." La voce è estranea eppure familiare. Cavalieri, filosofi e mercanti alzano il pugno a sottolineare questo momento.
(22.37.18) Karl Steiner: "Chi sono... queste persone" mormoro mentre tento di tenere Karena sempre inchiodata al muro con le catene
(22.38.45) Storyteller: "Sono mostri. Eliminarli significa purificare il mondo. Un passo in più verso la perfezione. Elimina il difetto...Elimina ciò che non è conforme e quindi sicuro..."
(22.40.46) Storyteller: "Distruggeranno il tuo mondo...è la loro natura..."
(22.41.24) Karl Steiner: "Lei... è ... l'unica a non averci .... fatto del male... lei può....può aiutarci contro quella che... ci ha ridotti così" la osservo "Non posso ucciderla.... non quand'è anche lei una ... vittima"
(22.42.51) Storyteller: "Siamo tutti vittime."
(22.44.00) Karl Steiner: "E quindi... dovrei ucciderla quando ha risparmiato la vita di Ardal ? Quando voleva aiutarci contro.... contro quella che ci ha messo qui ? Non sono un mostro... sono ancora un essere umano ho ancora sentimenti e una coscienza"
(22.45.14) Storyteller: "Ci sono cose che vanno fatte nonostante il costo per far sì che i più possano beneficiare" stavolta è la voce familiare ma estranea.
(22.46.21) Karl Steiner: "Chi sei? Dimmi chi sei!"
(22.46.49) Storyteller: "Signore Ksirifai...ma se l'ascensione è cambiamento...Non è la fine del mondo come lo conosciamo?" una donna chiede con esitazione al Cavaliere in mezzo alla congrega in festeggiamento e in banchetto.
(22.48.07) Storyteller: il Cavaliere esita. Sgrana gli occhi come se la donna avesse toccato una ferita dolorosa.
(22.51.09) Storyteller: "Rosa...Sei davvero la più brillante qui...Questo è un segreto che dovrai portare con te...Per il bene di tutti...L'ascensione sarebbe la fine di tutto...Se questo è un sogno o un intermezzo noi lo faremo durare per sempre. Io, te e tutti...Non posso sopportare l'idea che tu non possa più esistere o le opere dell'uomo siano solo un passaggio nel nulla..."
(22.52.59) Storyteller: Karl sente quelle parole echeggiare da dentro di sè
(22.53.22) Storyteller: Come se fossero sue...e in quella vita lo sono state...
(22.53.39) Storyteller: Ora è tutto più nitido
(22.55.06) Storyteller: Il volto di Karen è ora sofferente. Ricorda quelle persone che non avendo ricevuto la loro dose piano piano perdono vigore...
(22.56.33) Karl Steiner: Osservo Karen e poi Corvin, mentre le parole mi rimbombano nella testa [sono riuscito ad ancorarla saldamente al muro con le catene ancorandole a supporti ben resistenti ?]
(22.59.38) Storyteller: [yes ed è stato sorprendentemente facile]
(23.00.31) Karl Steiner: Se sono sicuro che riescano a tenerla immobile e che non si scioglieranno una volta che mi deconcentro, mi dirigo verso Corvin per tentare di farlo alzare [wow]
(23.02.03) Storyteller: Cambio di scena
(23.02.34) Storyteller: Ayame e Ardal arrivano alla palestra dove era stata lasciata l'armatura.
(23.02.47) Storyteller: è ancora notte e trovano in moto la strada sgombra
(23.02.54) Storyteller: entrambi sono sveglissimi
(23.03.29) Storyteller: all'arrivo alla palestra appena vicino alla porta sentono delle voci.
(23.03.49) Storyteller: Ayame si nasconde dietro l'angolo
(23.04.44) Storyteller: "Ti trovo cambiata, Rosa..." dice una voce maschile autoritaria...la stessa che ha chiamato Ardal.
(23.06.18) Storyteller: "Rosa... quanti secoli sono passati da quando mi hanno chiamato così" una voce femminile ma un po' artificiale come se fosse modulata attraverso un tubo.
(23.07.50) Ardal O'Riley: [Mi nascondo anche io con Ayame.]
(23.07.56) Storyteller: "Maestro de' Medici, vedo che nel crearti questo ricettacolo immortale hai dimenticato di renderlo mobile..." dice la donna in modo sarcastico.
(23.08.49) Storyteller: Ayame si affaccia per osservare meglio ma con molta circospezione... La luce è poca ed è quella che filtra dai lampioni all'esterno.
(23.09.40) Ardal O'Riley: Aspetto qualche secondo, poi, con l'impazienza che mi caratterizza, tocco con un dito la schiena di Ayame, chiedendole sottovoce: "Chi sono quei due?"
(23.10.01) Ardal O'Riley: Come se lei dovesse saperlo...
(23.10.34) Storyteller: "L'armatura parla...ma la donna è una di loro..." dice sottovoce, tanto che Ardal quasi non la sente
(23.11.37) Ardal O'Riley: "Loro chi?", soggiungo, sgranando un poco gli occhi nel ritornare all'idea dell'armatura parlante. Ma poi scuoto la testa, come per riprendermi: tutto sommato ho assistito a cose e fatti anche più sconcertanti.
(23.13.14) Storyteller: "Non sfidarmi, donna!!! Ti sei fatta macchina ma sei sempre una donna! Non dimenticare che ti ho insegnato io quello che sai!" dice con ira la voce dall'armatura. Sembra quasi la voce di un dio e potrebbe seguirvi un tuono...
(23.15.29) Storyteller: "Ho visto lo Ksirifai...Significa che non ci sarà mai una Ascensione...vecchio idiota!" dice la donna con disprezzo distaccato.
(23.17.47) Storyteller: L'armatura non risponde.
(23.19.04) Ardal O'Riley: Mentre aspetto la risposta di Ayame, mi faccio ancora più interrogativo: "Di che stanno parlando?"
(23.19.27) Storyteller: "non rispondi? L'Ascensione è solo una menzogna...una fantasia...L'Ascensione è... la fine!!!" Dice la donna avvicinandosi con le mani giunte dietro la schiena osservando l'armatura inerte.
(23.19.58) Ardal O'Riley: Curioso come un bambino, Ardal. La curiosità è la chiave della conoscenza, ma spesso porta alla morte. La domanda è se valga la pena di vivere senza un minimo di conoscenza.
(23.20.35) Storyteller: Ayame è perplessa..."io non so... credimi...non mi aspetterei da una cyborg nemmeno un comportamento simile."
(23.20.58) Ardal O'Riley: "Come fai a dire che è un cyborg? Solo perché lo dice lui?"
(23.21.31) Storyteller: "L'ascensione non è la fine...Lo ksirifai si sbaglia!" afferma l'Armatura.
(23.21.48) Ardal O'Riley: Dopo aver riflettuto un attimo, le dico: "La voce che mi ha parlato durante il sogno è quella dell' 'uomo'; dell'armatura, per meglio dire".
(23.22.28) Storyteller: "Sembra Corvin...potrebbe essere sua madre o forse lo stesso 'modello'." risponde Ayame.
(23.23.40) Ardal O'Riley: "Hmm, preferisco pensare che non sia sua 'madre' ". Ascolta, non possiamo rimanere qua in eterno: quella cosa di metallo mi ha chiamato, tanto vale rispondere alla chiamata piuttosto che ridursi all'inazione.
(23.24.33) Ardal O'Riley: [Anche se non era tra virgolette, era un dialogo rivolto ad Ayame.]
(23.25.52) Storyteller: "Tu hai paura dell'ignoto. Preferisci questa mediocrità pur di avere certezze...L'ordine della ragione doveva essere un modo di arrivare a nuove vette ma voi l'avete pervertita e creato la mediocrità globale!" dice con disprezzo De' Medici.
(23.27.05) Storyteller: Ayame guarda Ardal e annuisce.
(23.28.47) Ardal O'Riley: "Ayame, ci sono dei momenti in cui il mondo chiama a gran voce degli eroi; io credo che sia giunto uno di questi momenti. Come scrisse Tolkien 'Troverai il coraggio nei luoghi più impensati'. Qualunque cosa succeda, ci tengo a farti sapere che ti amo", la guardo coi miei occhi verdi intensi seriamente.
(23.30.43) Storyteller: Ayame guarda Ardal negli occhi e lo abbraccia baciandolo rapidamente.
(23.31.16) Storyteller: lo prende per mano e si gira verso i due nella palestra.
(23.31.47) Ardal O'Riley: Sono felice, le sorrido. "Usciamo" dico, e salto fuori.
(23.32.21) Ardal O'Riley: "Buona notte", dico in irlandese antico: la lingua che ho imparato grazie allo studio sui libri ed alla passione di mio padre.
(23.32.58) Ardal O'Riley: Simile, per certi versi, all'irlandese moderno, anche se le variazioni grafiche e fonetiche sono consistenti.
(23.33.51) Storyteller: La donna proietta luci rosse su Ardal dagli occhi. "benvenuto fra noi, Ardal" dice De Medici.
(23.34.41) Ardal O'Riley: Lo squadro truce: "Ci conosciamo, signor... De Medici? Ho udito la sua voce in sogno non molti minuti or sono"
(23.35.18) Storyteller: Quella voce è sempre più familiare..."L'Ascensione è un passaggio...verso un nuovo stato di esistenza...come il bruco che dalla crisalide diventa farfalla."
(23.35.35) Ardal O'Riley: Poi sposto lo sguardo sulla 'donna'. "Chi è costei?"
(23.36.05) Storyteller: Ardal non riesce a mettere bene a fuoco...
(23.36.14) Ardal O'Riley: Il mio sguardo ritorna su De Medici: "Come conosce me ed il mio nome? E cosa diamine è questa tanto decantata 'Ascensione'?"
(23.36.40) Ardal O'Riley: No, non metto a fuoco per nulla: le mille domande sono il risultato della confusione che ho in testa adesso.
(23.37.52) Ardal O'Riley: Sto cercando il capo di filo che mi occorre per sbrogliare la matassa del mio destino. Il filo di Arianna per uscire dal labirinto, non prima di aver ucciso il minotauro ed aver salvato la fanciulla. Teseo, però, non era un vero eroe: aveva abbandonato Arianna, alla fine. Meglio gli eroi delle leggende irlandesi!
(23.38.48) Storyteller: "Io sono Master Comptroller Delta...Una delle variabili della vera unica intelligenza suprema." dice con solennità la donna.
(23.39.31) Ardal O'Riley: Mi giro perplesso verso Ayame, come a dire "mi sa che ci hai azzeccato".
(23.40.33) Storyteller: Ayame sembra tesa
(23.41.09) Ardal O'Riley: "Beh, allora, con tutto il rispetto, dica a questa suprema intelligenza di manifestarsi anche sulla Terra, perché, se non se ne fosse ancora accorta, qui va tutto uno schifo. La gente si ammazza e l'unica regola a regnare pare essere la stupidità assoluta".
(23.41.42) Ardal O'Riley: Invettiva fuori luogo, forse, ma in pieno spirito ardaliano.
(23.42.17) Storyteller: De Medici ride. Delta sembra seccata.
(23.43.05) Ardal O'Riley: Mi felicito che almeno qualcuno abbia riso, e sorrido anche io di rimando.
(23.44.05) Storyteller: "Arrogante..." dice Delta.
(23.44.34) Ardal O'Riley: "... o ingenuo", penso io, come a rendermi conto della mia bonarietà.
(23.45.47) Storyteller: "E tu saresti il maestro di De Medici? Ti figuravo più saggio" dice Delta sarcastica incrociando le braccia con sufficienza e con un sorriso saccente
(23.47.18) Ardal O'Riley: Mi faccio più serio: "Chi possiede la vera saggezza sa che non si può giudicare dalle apparenze. Comunque sia, a volte il genio corre di pari passo con la follia. Ah, chi sarebbe il maestro di De Medici?" e mi giro come a cercare una terza persona, al di là dei quattro presenti (me incluso).
(23.48.16) Storyteller: "Come puoi giudicare tu che ti elevi a perfezione ma che hai paura di affrontare nuove vie? Sei solo contenta di ciò che hai! e hai paura di ciò che non sai!" inveisce De Medici verso la donna.
(23.49.00) Storyteller: "Credo si riferisca a te, Ardal. Forse hai già partecipato alla guerra dell'Ascensione." dice Ayame.
(23.49.42) Storyteller: "La ragazza dice il vero..." rincara De Medici.
(23.49.45) Ardal O'Riley: Smetto di guardarmi attorno e mi blocco con lo sguardo davanti a me, fisso sui due nuovi elementi. Sorrido, come a discolparmi: "No, non io..."
(23.50.04) Storyteller: "Concentrati sulla sua voce, Ardal" suggerisce Ayame.
(23.50.26) Ardal O'Riley: "Come è possibile? Io non mi ricordo nulla di questa Ascensione, né di lui!?".
(23.50.58) Ardal O'Riley: Poi guardo Ayame ed ascolto le sue parole fiducioso. Mi giro verso l'armatura parlante e chiudo gli occhi concentrandomi sulla sua voce.
(23.51.49) Storyteller: La magia si affievolisce...il sogno si cristallizza...la scintilla creativa del mondo vacilla.
(23.52.48) Storyteller: Davanti ad Ardal sono seduti persone dalle parti più disparate del mondo.
(23.53.50) Storyteller: "Le meraviglie del mondo si affievoliscono...scompaiono...diventa freddo e piccolo..."
(23.54.41) Ardal O'Riley: 'Sogno?... realtà?...': pensieri nella mia mente.
(23.56.03) Storyteller: "Per secoli ci siamo accusati vicendevolmente senza renderci conto che il cosidetto ordine della ragione sta infliggendo questa piaga sul mondo...L'arte ha perso potere."
(23.57.34) Storyteller: "L'arte è il nostro strumento e il necessario gradino da usare per indagare l'esistenza e arrivare alla verità ultima...Senza di essa il mondo si spegnerà diventando un luogo grigio e privo di verità."
(23.58.20) Ardal O'Riley: [Domanda: chi sta parlando?]
(0.00.04) Storyteller: "Le creature fantastiche diventano leggenda e infine scompaiono. L'uomo perde interesse nel senso dell'universo ma cerca solo il profitto materiale."
(0.00.48) Storyteller: [E' un uomo dall'aspetto autoritario ma saggio. Con eleganza di un senatore romano che arringa]
(0.03.40) Ardal O'Riley: [Ascolto il discorso onirico con l'attenzione di un bambino a cui il nonno racconta un'avvincente storia. Anima e spirito protesi ad attingere ad una fonte di verità, come fosse acqua pura.]
(0.04.04) Storyteller: "Questo non è il futuro che l'uomo dovrebbe augurarsi. Noi, le nove Tradizioni Magiche riporteremo la meraviglia nell'uomo e lo spingeremo ad andare oltre cercando l'Ascensione così come sarà nostro compito proteggerlo dalle mire di potere del sedicente ordine della ragione." scoppia un applauso generale.
(0.04.35) Storyteller: [ infine capisci che quell'uomo sei stato tu]
(0.05.36) Storyteller: "Tu...sei il Primo?" dice meravigliata Delta.
(0.06.09) Ardal O'Riley: "Wow!" dico io in risposta. "Quell'uomo ero io" e porto la mano sotto al mento, come a tastarmi una barba in realtà inesistente.
(0.06.27) Ardal O'Riley: "Chi è 'il Primo'?" chiedo curioso.
(0.07.21) Ardal O'Riley: Curioso e confuso.
(0.08.06) Storyteller: "Corre voce che in realtà a fondare le Tradizioni magiche come alleanza fosse stato un mago particolarmente saggio, alcuni dicono un Oracolo...il Primo..."dice Ayame.
(0.09.42) Storyteller: "E' il fato che ti riporta fra noi, Primo..." dice De Medici.
(0.10.54) Ardal O'Riley: Apro le mani davanti a me, come a non capacitarmi di questo mio illustre passato. "Dite davvero? In che epoca è accaduto ciò?", ho bisogno di un contatto con la realtà per razionalizzare la cosa, credo. Ma, poi, ne ho veramente bisogno? Io, Ardal O'Riley, eterno bambino, creatura del sogno, concetto primordiale?
(0.12.31) Storyteller: "Non eri esattamente tu, Ardal ma un tuo aspetto. La tua anima è più vecchia di te ma tu puoi prendere la sua saggezza ed essere ciò che vuoi..." dice rassicurante Ayame.
(0.13.28) Ardal O'Riley: In che epoca è vissuto davvero il leggendario re Nuada Braccio d'Argento, primo re dei Tuatha De Danann, abbattitore dei Fomor, eroe morto per la libertà del suo popolo? Serve davvero saperlo, o è più facile, è più giusto pensare che sia vissuto in un passato indeterminato, che può essere il mio, il tuo, il suo? Ognuno può diventare Nuada, se lo vuole. E' la forza del destino.
(0.13.38) Storyteller: "Perfetto! il tuo primo non è in grado di affrontare la situazione." dice alzando le mani con sdegno Delta.
(0.14.34) Storyteller: "Abbiamo bisogno delle armi pesanti qui" aggiunge mettendo mano al braccio.
(0.15.21) Ardal O'Riley: Ritorno col pensiero all'ora e al qui. Mi osservo le mani aperte, osservo i miei compagni che mi circondano. Poi mi volto verso Ayame: "Hai ragione! E' come il DNA: ci determina, ma fino ad un certo punto. E' una questione di caso e di necessità".
(0.16.05) Storyteller: "TACI! Sei un'ottusa materialista! Non mi capacito di come tu sia riuscita a diventare un'arci-maestra!" le dice De MEdici scuotendola.
(0.16.19) Ardal O'Riley: Mi rivolgo a tutti i presenti: "Siamo qui per una precisa ragione, a quanto pare! Facciamolo allora!".
(0.17.36) Ardal O'Riley: "Se è vero che una parte di me era tanto saggia un tempo, vogliate ascoltare questo consiglio: mettiamo da parte le divergenze e combattiamo il nemico comune che vuole distruggerci tutti. Per il futuro, Dio solo sa quante vite vorrà concederci per continuare ad ammazzarci tra di noi, ma oggi ci ha dato la possibilità di combattere uniti, come uno solo. Non vogliamo sprecarla."
(0.19.05) Ardal O'Riley: Li guardo serio, in maniera esortativa, come a cercare consensi, di mettere un ordine e di prendere le fila della matassa per cominciare a prendere a calci l'Inferno.
(0.19.20) Storyteller: Delta si sorprende ma sorride stavolta come se fosse rasserenata. Ayame annuisce prendendo la mano di Ardal. De Medici "Il maestro parla attraverso di te...mi disse quasi queste parole..."
(0.19.49) Ardal O'Riley: Ci sono due amici che aspettano, prigionieri, di essere liberati - penso dentro di me.
(0.21.09) Storyteller: "Una volta veramente non eravamo così diversi...credo...e forse non lo siamo mai stati..." dice quasi stancamente Delta.
(0.21.10) Ardal O'Riley: "Bene! Allora: qual è il piano?" dico, sorridendo ad Ayame.