Capitolo XIV

(22.28.25) Storyteller: Karl si riprende in una stanza in penombra che sembra un magazzino con scaffali alla rinfusa.
(22.28.37) Storyteller: ancora non del tutto sveglio
(22.28.54) Storyteller: sente un odore inconfondibile di sangue
(22.29.31) Karl Steiner: "m m m m" mugugno mentre tento di riprendere la vista e guardarmi attorno, i sensi ottenebrati non mi aiutano mentre sento la testa vorticare e il dolore allo stomaco
(22.29.36) Storyteller: che lo porta a svegliarsi rapidamente
(22.29.58) Storyteller: come quando ci si sveglia con la sensazione di cadere
(22.31.15) Storyteller: nota subito che ha una catena al collo e i polsi legati con manette dietro alla schiena
(22.32.09) Storyteller: sta con la schiena alla parete e sente un mugolio lieve.
(22.32.29) Storyteller: proviene da dietro lo scaffale alla sua sinistra
(22.32.42) Karl Steiner: cerco di spostare lo sguardo sul mugolio lieve mentre cerco di rammentare cosa sia successo prima d'essere avvolto dal buio, dopo aver dato uno strattone alle manette con le mani
(22.33.18) Storyteller: davanti a lui Corvin giace ammanettato con la catena al collo che lo osserva con la stessa espressione di certe bambole.
(22.33.41) Storyteller: è sdraito a pancia a terra
(22.33.49) Storyteller: il volto rivolto verso di lui
(22.34.02) Storyteller: fa una certa impressione perché sembra maeldettamente morto
(22.34.10) Storyteller: pur non avendo una sola ferita
(22.34.30) Karl Steiner: "Corvin!" esclamo come posso riuscendo a capire i contorni del volto "O Signore no... ti prego, smettila di prendermi per il culo svegliati!"
(22.35.31) Storyteller: Corvin non si muove ne accenna un solo respiro
(22.37.26) Karl Steiner: inspiro ed espiro "Dannazione.... non ce l'ho fatta..." mormoro in tedesco mentre mi omrdo il labbro e stringo le mani a pugno per la frustrazione di sapere d'aver fallito. Il pensiero va ad Ardal... Ayame.... Connie soprattutto
(22.39.48) Storyteller: "Non credo sia vivo tanto per cominciare." l'inconfondibile voce di Marlene.
(22.40.26) Storyteller: MArlene compare da dietro lo scaffale alla sinistra di Karl.
(22.40.40) Storyteller: mette un piede sopra la testa di Corvin
(22.42.09) Storyteller: "Cosa credi? Non è un telefilm dove i mortali vincono sempre...Questo è un mondo di tenebra." dice sogghignando per assaporare la reazione di Karl.
(22.45.43) Karl Steiner: "Lascialo stare sottospecie di scherzo della natura" esclamo sentendo la rabbia dentro di me "lui ragiona come chiunque altro" la testa è ancora un po' confusa
(22.49.02) Storyteller: "Non capisco che ci trovi Jodie in te...e comunque presto tornerò ad essere anch'io finalmente umana. Questo affare è solo una specie di manichino." dice con disprezzo calcando il piede sulla testa di Corvin che per contro sembra offrire una notevole resistenza.
(22.50.02) Storyteller: "Dimmi chi sei!" chiede intimidatoriamente Marlene.
(22.50.23) Storyteller: "Gli faccio scoppiare la testa se non me lo dici!"
(22.54.43) Karl Steiner: Corvin... penso... non posso metterei n pericolo i miei genitori "Cosa vuoi sapere ?"
(22.56.03) Storyteller: "Perché sei così importante? perché Jodie ti chiama Simon De Laurent?" dice MArlene spazientita come se KArl dovesse sapere
(22.58.14) Karl Steiner: [il nome non mi è nuovo Francesco, rammento che l'avevi già usaot ma non ricordo dove, se in un mio sogno o per qualcosa d'altro]
(22.59.53) Storyteller: [sogno iniziale del cavaliere templare. E' legato a quello]
(23.00.03) Karl Steiner: [ok come ricordavo]
(23.01.03) Karl Steiner: "E' il nome di un cavaliere templare" mormoro trattenendo la rabbia e il dolore
(23.01.47) Storyteller: "ah sì? e che diavolo è un cavaliere templare?" dice perplessa
(23.03.07) Karl Steiner: "Un cavaliere che ha consacrato il proprio corpo e l'anima alla difesa del Santo Sepolcro e di Dio" la osservo con un misto di disprezzo e riluttanza
(23.06.02) Storyteller: "che gran stronzata! io credevo fosse una specie di stregone" dice con disprezzo Marlene.
(23.07.42) Karl Steiner: sorrido per il destino beffardo sui Templari, presto otardi sempre targati come maghi... "Esattamente quello che ha detto il Papa quando li ha condannati a morte ebanditi.... li hanno distrutti accusandoli d'adorazione del demonio e di magie occulte..."
(23.08.19) Storyteller: MArlene osserva Karl con attenzione. Sbatte via lo scaffale alla sinistra di KArl
(23.08.42) Karl Steiner: sposto lo sguardo come posso non appena Marlene sbatte lo scaffale
(23.09.47) Storyteller: si rivela una ragazza dai capelli biondo platino fissata al muro con un grosso chiodo infilato nelle mani congiunte sopra la sua testa.
(23.10.07) Storyteller: una museruola di metallo le blocca la bocca.
(23.10.30) Storyteller: è ricoperta di rivola del sague gocciato dalle sue mani
(23.10.31) Karl Steiner: osservo rapito e orripilato la scena, il terrore e il disgusto che prendono poco per volta il cuore e la mente
(23.10.51) Storyteller: [si tratta di Karen]
(23.11.47) Storyteller: una lancia appuntita fissata al pavimento le perfora il ventre impedendole di agitarsi.
(23.11.58) Storyteller: un essere umano sarebbe già morto
(23.12.10) Storyteller: ma lei si muove un po'
(23.12.31) Karl Steiner: voglio spostare lo sguardo ma non riesco a levarlo dalla vista della ragazza
(23.12.43) Storyteller: Sgrana gli occhi in un espressione feroce e cerca di strappare la museruola mordendo.
(23.13.36) Storyteller: Si agita verso Marlene come aggredirla ma la lancia le strazia le carni e le impedisce di muoversi più di tanto.
(23.14.06) Karl Steiner: voglio scappare, tutti i miei sensi mi stanno urlando di fuggire di lasciare questo posto il più velocemente possibile. Mi agito nel tentativo di liberarmi dalle catene
(23.14.12) Karl Steiner: *nel vano tentativo di liberarmi dalle catene
(23.14.16) Storyteller: Marlene sembra divertita e sorride come quando un ragazzino infastidisce il cane legato al guinzaglio della cuccia.
(23.14.58) Storyteller: Le catene non cedono.
(23.16.08) Karl Steiner: sposto lo sguardo dalla ragazza bionda puntando dall'altra parte. Conscio che non posso fuggire non mi rimane altro che attendere.
(23.16.29) Karl Steiner: "Cosa le avete fatto" mormoro poi digrignando i denti in un misto di rassegnazione e rabbia
(23.18.13) Storyteller: "L'ho punita. Lei era la mia discepola fedele. Aveva talento. Poi mi ha disubbidito e ha risparmiato il tuo amico in nome di quell'insignificante sentimento umano chiamato affetto perché il figlio del suo ex-ragazzo da viva." dice con disprezzo
(23.18.54) Storyteller: Le accarezza il mento nonostante l'agitarsi feroce di Karen.
(23.19.18) Karl Steiner: il pensiero va ad Ardal improvvisamente e ad Ayame "Tanto cosa importa.... l'hai ucciso"
(23.20.24) Storyteller: "E' fuggito. Ma tanto tornerà. ma sarà tardi." dice con sufficienza Marlene.
(23.21.59) Storyteller: "Guardala...Ora sì che mostra il suo vero io. Non ha nulla di umano. inutile aggrapparcisi. Ora è solo una bestia assetata di sangue. La prima e più vicina fonte sarà sufficiente." dice sorridendo MArlene.
(23.23.23) Storyteller: "Jodie mi renderà di nuovo umana e viva e potrò tornare a vivere alla luce del sole. In questa forma sono solo una bestia feroce che riesce a essre solo una caricatura di essere umano..." dice assorta
(23.24.15) Storyteller: "quando mi hai mostrato la luce ho capito quanto mi mancava e la desiderassi." continua.
(23.24.34) Karl Steiner: nel sentire che Ardal è vivo ho un tuffo al cuore, allora forse vi poteva ancora essere speranza... una lieve , flebile speranza... mentre ascolto Marlene
(23.27.29) Storyteller: "Karl tu sei pericoloso. Hai uno strano ascendente su Jodie e io non posso permettere che il mio sogno vada in frantumi. Mi capisci?" sta togliendo il chiodo alle mani di KAren.
(23.28.27) Karl Steiner: "Essere umano..... non lo si è solamente potendo un giorno morire nel proprio letto o pugnalato dalla prima guardia del muro che ti passa accanto..."
(23.29.28) Karl Steiner: "ci sono quelli come me che sono peggio delle bestie che hanno massacrato la famiglia di Connie..."
(23.29.39) Storyteller: "Per me così non c'è redenzione, capisci? Da umana saprò perdonarmi e potrò tornare ad avere il libero arbitrio..."
(23.30.08) Storyteller: Libera le mani di karen che le si pongono subito al collo stringendo.
(23.30.36) Karl Steiner: "Da umana potrai solo renderti conto di come inevitabile è il destino e di come non sia cambiato nu..." mi blocco vedendo che ha liberato Karen che ora le sta stringendo le mani al collo
(23.33.52) Storyteller: "forse ma non fu proprio Dio che disse che agli uomini sarà sempre perdonato tutto?" mette una mano in faccia a karen e togliela lancia liberandola dal muro.
(23.35.47) Karl Steiner: mi preparo al mio destino affrontandolo come posso cercando di dominare la paura e il terrore dell'ignoto della morte "Quando verrà il giorno del giudizio tutti verremo giudicati da Cristo Salvatore.. spero d'essere in prima fila quando ti spediranno negli inferi.... dovevo ucciderti quando avevo la possibilità invece di fermarmi per pietà nei tuoi riguardi"
(23.39.05) Storyteller: "Ahi così mi ferisci! Ma ti perdonerò quando sarò nuovamente umana." Toglie la museruola a KAren che cerca di morderla ferocemente e a zanne esposte se non fosse che MArlene la blocca con una mano al collo.
(23.41.31) Karl Steiner: "Non voglio il tuo perdono, animale sei e animale rimarrai anche se umana.... ma sei sicura che Jodie ti farà diventare umana dopo avermi ucciso ?" sorrido mentre cerco disperatamente d'estrarre le ultime carte che mi rimangono
(23.42.51) Storyteller: Marlene sogghigna "non lo saprà." si volta a guardare KArl con uno sguardo folle mentre diventa una nuvola di fumo.
(23.43.54) Storyteller: Karen cerca di afferrarla con le mani mentre le sfugge in una nuvola di fumo che filtra via dalla porta di ingresso. artiglia l'aria più volte.
(23.44.16) Karl Steiner: "Das gut" dico inesorabile mentre vedo Marlene scomparire davanti ai miei occhi attendendo l'inevitabile accadere.
(23.45.28) Storyteller: Karen ha gli occhi iniettati di sangue e le zanne esposte in una espressione di pura follia predatoria mentre osserva per un attimo dove era Marlene e poi il suo sguardo si posa su Karl.
(23.46.09) Karl Steiner: Il pensiero va a Connie ad Ardal e ad Ayame e alla mia famiglia... quante cose avrei potuto fare ? "Qualunque cosa tu debba fare ... che sia veloce" mormoro in tedesco mentre sento la disperazione prendermi le gambe che cominciano a cedere, lo spirito che comincia a diventare sempre più agitato e terrorizzato
(23.48.01) Storyteller: [ok in cliffhanger passiamo ad Ardal]
(23.48.08) Karl Steiner: [ehehe lo sapevo]
(23.48.08) Storyteller: [me diabolico]
(23.51.28) Storyteller: Ardal e Ayame si sono fermati in un motel. Ayame ha pagato una stanza e ora si trovano finalmente in camera a tirare il fiato.
(23.52.54) Ardal O'Riley: "Ayame", dico con un po' di muso, per non aver ancora mandato giù il fatto che lei abbia voluto pagare, "dici che i nostri genitori saranno al sicuro?". Dei nostri amici non lo chiedo: so già che non sono al sicuro, quantomeno lo immagino.
(23.57.10) Storyteller: "Sì...ce l'hanno con noi. Loro non sono importanti." Ayame sembra affranta e stanca.
(23.57.51) Ardal O'Riley: "Ayame ti vedo stanca: dormi". Mi avvicino e l'accarezzo teneramente sui capelli.
(23.58.27) Ardal O'Riley: "Domattina dovremo confrontarci sia coi fantasmi della notte che coi demoni dell'inferno". Non si capisce se stia parland figuratamente o no.
(23.58.40) Storyteller: Ayame appoggia la testa sulla spalla di Ardal e poi lo abbraccia.
(23.58.45) Ardal O'Riley: Comunque, sembro tranquillizzato dalle sue parole.
(0.01.52) Ardal O'Riley: Nella mia testa rimbalzano mille domande, mille preoccupazioni: i miei mi staranno cercando? saranno in pensiero? chi lo sa? Sono troppo stanco: devo dormire. Nelle nostre mani c'è il futuro della città, forse del mondo. Mi ricorda le storie dei Tuatha De Danann, gli eroi d'Irlanda, figli della dea Dana; loro sconfissero i Fomori, la mostruosa popolazione che ha un solo braccio ed una sola gamba, in numerose guerre. Essi, narrano le leggende, erano come demoni dall'inferno, dal Mondo di Sotto.
(0.03.07) Storyteller: Ayame sussurra "Ce la faremo. Te lo giuro."
(0.04.01) Ardal O'Riley: "Ayame, i nostri nemici sono potenti, da quello che ho capito. Nel caso dovessimo non farcela, ci tenevo che sapessi che ti amo".
(0.04.22) Ardal O'Riley: Lapidario, sicuro, stupido forse. Questo è Ardal O'Riley.
(0.04.38) Storyteller: Ayame sgrana per un attimo gli occhi. Poi osserva Ardal negli occhi.
(0.05.05) Ardal O'Riley: Non gli piace vivere di rimpianti, gli piace vivere la vita, così come viene, e prima o poi finisce, ed allora è meglio non averne di rimpianti.
(0.05.47) Ardal O'Riley: "Nel caso dovessimo farcela, mi insegneresti il giapponese?"
(0.06.06) Ardal O'Riley: Stupido Ardal, che cambi discorso quasi scherzosamente. Stupido ma sincero.
(0.06.23) Storyteller: Ayame lo bacia con trasporto.
(0.07.01) Ardal O'Riley: La assecondo felice.
(0.08.06) Storyteller: Il bacio risulta lungo e appassionato. "anch'io ti amo." Dice Ayame dopo il bacio.
(0.08.43) Storyteller: Gli sorride serena e spensierata.
(0.08.59) Ardal O'Riley: "Wow!" mi scappa. "Scusa, Ayame, forse non era né il momento né il modo, ma poteva anche non esserci più un secondo momento: un eroe fa quello che deve, sempre".
(0.09.10) Ardal O'Riley: La abbraccio caldamente.
(0.09.47) Storyteller: Ayame annuisce assecondando l'abbraccio del quale si bea.
(0.10.06) Ardal O'Riley: "Ora sarà meglio riposare, col cuore un po' più leggero, ma la mente pronta ad affrontare i pericoli di domani. I nostri amici sono come attaccati al filo di un burattinaio pazzo e noi siamo gli unici in grado di salvarli".
(0.11.21) Storyteller: Ayame annuisce ancora e si sdraia stanca.
(0.11.34) Ardal O'Riley: Detto questo, mi metto a dormire, sotto le coperte, abbracciato alla bella Ayame. Un amore sincero, bello, puro.
(0.11.40) Storyteller: Ma sembra anche più felice
(0.15.29) Storyteller: Ardal si sente chiamare.
(0.16.06) Ardal O'Riley: [Da dove?]
(0.16.27) Storyteller: una echo lontana ma si può sentire
(0.16.36) Storyteller: sufficiente a svegliarlo.
(0.17.12) Ardal O'Riley: Mi sveglio e scatto col busto in avanti. Mi guardo attorno. Chi mi ha chiamato?
(0.19.16) Storyteller: "Hai bisogno di me e io ho bisogno di te." una voce seria ma saggia, autoritaria ma rinfrancante.
(0.19.49) Ardal O'Riley: Mi guardo attorno perplesso: "Chi è?" chiedo deciso.
(0.21.05) Storyteller: l'immagine dell'armatura vista in palestra gli si mostra nella mente.
(0.22.17) Ardal O'Riley: 'Oh, bella! Adesso le armature parlano anche' penso tra me e me, con una vena di sarcasmo. Squadro il monile con fare curioso. La voce verrà veramente da là?
(0.23.11) Storyteller: In qualche modo Ardal si rende conto che è davvero così
(0.24.00) Storyteller: "Trovami! Presto!" la voce incalza Ardal.
(0.24.02) Ardal O'Riley: 'E' qualcuno di piccino, come il folletto Spriggan, che si nasconde al suo interno o l'armatura è uno di quegli oggetti magici che tanto decantano gli scrittori della scuola del britannico Tolkien? Deve essere la seconda' mi rendo lentamente conto.
(0.24.13) Ardal O'Riley: "Perché?" soggiungo.
(0.24.59) Storyteller: Ardal si rende conto che era una magia quella che lo aveva toccato. Ora si era esaurita
(0.25.53) Ardal O'Riley: [Nel senso che la visione era una specie di magia?]
(0.26.55) Storyteller: [yes]
(0.27.12) Storyteller: [Mind + Correspondence]
(0.27.54) Ardal O'Riley: Metto a fuoco la realtà cercando di capire che ore sono. Devo valutare se è saggio svegliare Ayame per metterla al corrente della cosa o se aspettare ancora del tempo.
(0.28.32) Ardal O'Riley: [A questo proposito ti chiedo: verso che ora siamo andati a letto?]
(0.29.23) Storyteller: [erano le 9,30. nonostante l'ora gli accadimenti sono stati devastanti]
(0.30.38) Ardal O'Riley: [E adesso che ore sono? Io mi sento riposato?]
(0.31.32) Storyteller: [sì decisamente riposato]
(0.32.06) Ardal O'Riley: Guardo Ayame teneramente. [Sta dormendo?]
(0.32.32) Storyteller: Ayame dorme dalla espressione si direbbe un po' triste.
(0.33.55) Ardal O'Riley: Povera dolce Ayame. Ricordo la confessione che mi fece tanto tempo fa, quando la mia essenza di mago si era appena risvegliata. Lei sapeva di essere speciale fin dalla tenera infanzia, i ricordi e gli orrori delle vite passate le si materializzavano davanti agli occhi. Una maturità superiore all'età era la sua. Povera dolce Ayame.
(0.34.32) Ardal O'Riley: La accarezzo delicatamente nel tentativo di svegliarla.
(0.35.13) Ardal O'Riley: Forse è tempo che ci si metta all'opera: a quanto pare quell'armatura vuole essere trovata; prima però devo sentire il consiglio di una persona più saggia di me, una persona che mi ha sempre aiutato, una persona che amo.
(0.36.31) Storyteller: Ayame si sveglia aprendo piano gli occhi.
(0.36.47) Ardal O'Riley: Continuo ad accarezzarla e le sorrido.
(0.36.58) Storyteller: "E' già ora?" chiede alzandosi a sedere
(0.37.35) Storyteller: prende la mano di Ardal per strringerla nella sua con amore.
(0.38.30) Ardal O'Riley: "Non lo so, ma ho avuto un sogno 'strano'. Cioè, strano non è la parola adatta - ricordi l'armatura che abbiamo visto ieri a scuola? Stanotte mi ha parlato in sogno: era una magia. Diceva che io appartengo a lei e lei appartiene a me, o qualcosa del genere".
(0.39.32) Storyteller: Ayame osserva Ardal. "Forse ti apparteneva in una vita passata e lei ti ricorda."
(0.39.59) Ardal O'Riley: "Dici? Io non me la ricordo" dico frettolosamente ed ingenuamente.
(0.41.33) Storyteller: Ayame sorride.
(0.42.20) Storyteller: "Io direi che non abbiamo nulla da perdere. Andiamo a riprenderla. Starà nella palestra dove l'abbiamo lasciata."
(0.42.33) Ardal O'Riley: "Come faccio a sapere che non è qualche maleficio o qualcosa di malvagio? Ce l'aveva la vampira, no? A proposito: non sappiamo che fine abbia fatto; potrebbe essere viva come morta, la vampira. Forse dovremmo metterci all'opera ed andare a cercarle entrambe..."
(0.44.22) Storyteller: Ayame riflette stringendosi fra le braccia di Ardal. "Non abbiamo tempo per lei. Cerchiamo solo l'Armatura. Ascolta il tuo istinto e lascia perdere il raziocinio. Cosa ti dice?"
(0.45.23) Ardal O'Riley: "Aspetta un secondo..." provo a concentrarmi, chiudendo gli occhi ed a pensare all'armatura facendomi prendere dal flusso di coscienza.
(0.47.09) Storyteller: L'armatura ti trasmette una sensazione di Deja vu senz'altro legata ad esperienze positive. E' una intuizione.
(0.48.21) Ardal O'Riley: Salto un poco in avanti, sgranando gli occhi: "Non so come spiegarlo, ma pare che l'armatura abbia con me un qualche legame" non trovo il termine "positivo. Dobbiamo cercarla" dico laconicamente.
(0.49.04) Ardal O'Riley: Mi sollevo definitivamente dal letto e comincio a raccattare le mie poche cose in vista di una repentina partenza.