Druid, Il cerchio di funghi – Capitolo III: Twrch, Llara ritrovata!

La marcia verso est continua per quattro ore, dopo le quali, alle 17:30, i due eroi incontrano un orso imbizzarrito che si direbbe volerli fare a pezzi; grazie alla prontezza di Alastor, che accende una torcia cercando di tenerlo a bada, l'orso decide di andarsene, dopo circa un minuto di insidie. Alastor, spaventato, decide di tenere la torcia accesa nel viaggio, per evitare altri incontri con animali selvatici. Verso le 19:30 il loro cammino viene disturbato da un auroch (un grosso bue di natura magica) che, essendo furioso di dolore per delle ferite ricevute da qualche grosso predatore, vuole sfogare la sua ira su qualunque essere vivente gli capiti a tiro. Ritenendo poco prudente affrontare un animale che le leggende reputano in grado di scagliare potenti maledizioni su chiunque lo ferisca, i due amici decidono di nascondersi. L'auroch, non riuscendo ad individuarli, si sfoga incornando, per alcuni minuti, un albero poco distante e poi se ne va. Il viaggio dei personaggi prosegue verso est, fino a che, alle 20:30, Klaive, con la sua eccellente vista da nano, nonostante l'oscurità, riesce a vedere in lontananza degli stormi di giganteschi corvi che si stanno dirigendo verso di loro; la cosa strana e che, anziché gracchiare, i loro versi sono simili al pizzicare delle corde di un'arpa. Svolgendo le parole dell'indovinello propinatigli da Bardybb e conservato nella mente di Klaive ("Cantando e suonando/più d'uno è passato/chi i sassi lanciando/non è più ritornato"), Alastor pensa bene di iniziare a cantare un tradizionale pezzo elfico; Klaive, vedendo che ora i corvi hanno intenzione di attaccare lui solo, esegue un canto dei nani, e viene lasciato in pace. Col proseguire della marcia (e del canto), Klaive avvista, in lontananza, i ruderi di una rocca diroccata che poggia su di una collinetta artificiale, in prossimità della quale arrivano alle 21:30.
Mentre i personaggi si avvicinano alle mura di cinta in rovina, notano diversi cadaveri di corvi bruciacchiati, che si trovano lì da qualche giorno. Le rovine, all'interno, presentano due monconi di torri [2] e [3], oltre ad essere infestate da erbacce, arbusti, alberi dal grosso fusto e - naturalmente - da corvi, che qui la fanno da padroni e non danno segno di voler infastidire i personaggi, anche se hanno cessato di cantare già da un po'. In realtà è la stanza [1], ormai crollata, ad attirare l'attenzione del nano e dell'elfo, poiché sul pavimento ci sono delle tracce di bruciato, come se qualcuno di recente vi avesse acceso un fuoco. Incuriosito dalla cosa, Klaive tenta di usare la sua abilità di Comunicazione con le pietre per carpire le informazioni che queste possono avere, ma non percepisce nulla se non una semplice e diffusa sensazione di solitudine che queste provano. Più proficuo si rivela il "dialogo" che Alastor intraprende con l'albero, in prossimità della casupola attigua alla torre [3]: questo prova una forte paura e, rispondendo elementarmente alle domande dell'elfo, dice che ci sono "uomini ed animali" da temere, che questi "sono sotto terra" e vi accedono mediante il "grande tronco di pietra", infine che con loro c'era una "fanciulla dal fuoco in testa". L'ispezione prosegue nella torre [3], nella quale - al centro - sono presenti delle macerie che Alastor smuove, intravedendo una sottostante grata di pietra. I due decidono di togliere tutte le macerie, per tentare di sollevare la grata, impiegandoci una ventina di minuti e producendo alcuni rumori; quando hanno terminato si sono ormai fatte le 22:00. Da oltre la grata, i due avventurieri vedono Llara in una stanza sottostante [5], che giace su una lettiera di paglia e foglie, con accanto un tavolaccio con degli avanzi di cibo ed un secchio con dell'acqua; la stanza circolare nella quale si trova è chiusa da una porta. La loro osservazione viene disturbata dal rumore dei grugniti e degli zoccoli sul terreno di un grosso cinghiale nero e dagli occhi rossi, che li attacca. Alastor riesce a perforargli il fianco con una freccia, ma viene messo k.o. da un'incornata vigorosa, mentre Klaive finisce la turpe bestia con un colpo deciso che le rimuove il capo. Subito il nano, pur non essendo in grado, tenta di tamponare le ferite dell'elfo con le sue stesse bende, miracolosamente riuscendoci e mettendolo nel suo giaciglio, siccome è intenzione di Klaive accamparsi per la notte, sperando che l'elfo riesca a riprendersi. Per evitare di subire un agguato da eventuali guardie accortesi della loro prezenza, il nano decide di montare la guardia tutta la notte, riuscendo a resistere egregiamente agli attacchi del sonno. Sono le 22:15.

3 maggio

La sveglia giunge alle 6:15, quando Klaive prova a svegliare Alastor che sembra essersi ripreso, pur essendo molto ferito. I due decidono di sollevare la pesante grata di pietra: l'impresa si rivela meno faticosa del previsto, ma produce un certo rumore che, però, non sveglia Llara. Il nano e l'elfo attendono qualche minuto per vedere se arriva qualcuno a controllare l'origine del rumore, ma nessuno giunge. Dopo aver preparato le armi, decidono che, mentre il nano rimarrà sopra a tenere la corda, l'elfo scenderà nella cella per svegliare e liberare Llara. Sono le 6:30 quando Alastor si cala di sotto e sveglia Llara, che pur non facendo eccessivo rumore, comincia a piangere ed a singhiozzare di gioia e dice qualche parola all'elfo. Subito la porta della cella si apre, come se qualcuno precedentemente stesse attentamente origliando: si rivela un uomo di corporatura robusta, armato di spada e protetto da un corpetto di cuoio, che minaccia Alastor di morte. L'elfo sguaina la spada, capendo che tentare di salire velocemente sarebbe troppo rischioso; sfortunatamente viene disarmato e ferito a morte dal suo aggressore, che subito sigilla la porta e si reca al piano di sopra, per combattere il nano del quale nel frattempo si sta occupando il suo compagno, munito di arco. Infatti Klaive, ha lasciato andare la corda per prendere la sua ascia bipenne e nascondersi all'interno della torre, per non essere raggiunto dalle frecce. Il suo avversario, si munisce di spada e giunge all'interno per stanarlo, ma Klaive prima gli taglia la mano sinistra e poi lo finisce senza esitazioni. Nel mentre, arriva anche l'uomo che ha appena messo k.o. Alastor ed anch'egli viene ucciso da Klaive, stavolta mediante decapitazione, ma non prima di essere riuscito a ferire leggermente il nano a sua volta. Subito il nano cerca una via per giungere nella cella al piano di sotto, dirigendosi nella direzione della torre [2], dalla quale era giunto il primo uomo. Appena entrato, grazie ai suoi sensi da nano, si rende conto di trovarsi su una botola segreta, la apre e scende le scale [6] che lo portano al piano di sotto. Là individua la cella [5], dove dovrebbe trovarsi Llara, apre la porta ed aiuta la giovane, già intenta nel medicare Alastor. Sebbene la ragazza, all'inizio, si lasci andare in manifestazioni di gioia, ben presto mostra la sua natura forte ed autoritaria; ella sembra in perfetta salute, coi vestiti che portava il giorno della festa; l'unica cosa mancante sono i suoi gioielli, i quali dice averglieli sottratti un uomo di nome Gothar che li accompagnava, ma che ha abbandonato là le tre guardie insieme a lei, andandosene per la sua strada, del tempo fa. Llara osserva che è strano che lei non abbia provato nemmeno ad attaccarli per liberarsi, quando le portavano da mangiare, perché non è nella sua indole essere così remissiva. Mentre Klaive finisce di ispezionare il sotterraneo, lei rimane a far la guardia all'elfo. Le stanze [9] e [10] sono vuote; le scale [11] sono bloccate da massi crollati e non è possibile proseguire oltre; l'apertura [7] è in collegamento col pozzo [4] al piano di sopra ed è sufficientemente grande per permettere ad un uomo di passare. La stanza [8] presenta i giacigli e l'equipaggiamento degli uomini-cinghiale, che Klaive raccoglie, e porta una spada ed un corpetto a Llara, cosicché si possa meglio difendere. La ragazza insiste per recuperare anche l'equipaggiamento degli uomini morti al piano di sopra, per meglio equipaggiarsi e Klaive decide di scortarla. I due casualmente esplorano anche il pozzo, scoprendo che è presente un'iscrizione sul bordo: "Roccia e pietre/sassi e sabbia/tutti han subito/di Dagda la rabbia/ali e penne/becco e artigli/alla Pietra direte/di Bran siamo figli". Sono le 7:00 quando, tornati al sotterraneo, Llara e Klaive decidono di accamparsi per permettere all'elfo di riprendersi ed al nano di riposare, non avendo dormito la notte, mentre Llara - che è una provetta guerriera - farà la guardia. Ella manifesta una irrefrenabile voglia di abbracciare il padre ed acconsente a fermarsi solo a malincuore e per estrema necessità.