Warcraft GDR :: 2ª SESSIONE :: Sulle tracce di Gewin ::

Lost Heaven, sabato 15/domenica 16 maggio 26 DAP

Sono ormai le 14:45 quando Sigmund se ne va dalla Locanda del Cinghiale Selvaggio, avendo assoldato i quattro avventurieri per indagare a fondo riguardo alla profanazione delle tombe. Ognuno dei quattro va a prepararsi, di modo che per le 15:00 sono tutti di nuovo alla locanda con armi, armature ed equipaggiamento. Evandar sfreccia verso casa di Gewin, mentre gli altri lo seguono: l'intenzione è quella di interrogarlo per chiedergli informazioni sull'accaduto e per capire cosa c'entri veramente.
Prima di arrivare in loco, passano vicino alla torre di guardia e poi sul ponte a nord-est, quando incontrano quello che da lontano sembra essere un contadino ferito al punto da barcollare, ma che in realtà si rivela essere un zombi non morto. Evandar e Turok mostrano una certa compostezza nel riconoscere la cosa; Huron ci è abituato, avendo combattuto nella Terza Guerra ed avendo presenziato anche alla Battaglia del Monte Hyjal; solo Dacia si fa prendere dal terrore più completo nei confronti di questa creatura mai vista e cade a terra tremante. I tre che non si sono scomposti sono costretti ad attaccare ed a stroncare la creatura zombie, non appena questa tenta di uccidere Turok, ferendolo.
Non trascorrono che pochi secondi all'arrivo delle guardie di cui una cade per terra, bloccata dalla paura, similmente a Dacia, che nel frattempo si è ripresa. L'altra è spaventata da ciò che vede e va a chiamare altra gente. Dopo pochi minuti, nel frattempo dei quali gli eroi hanno aiutato la guardia terrorizzata a riprendersi, l'altra guardia torna con due suoi colleghi e portano via il cadavere dello zombie, consigliando agli avventurieri di non andare fuori città per il loro bene.
Evandar (e neppure gli altri) non ne vuole sapere di dar loro ascolto e si dirige a grandi passi verso la casa di Gewin (15:15 circa), con Dacia e Turok, intanto che Huron sta finendo di parlare con le guardie cittadine. La casa sembra completamente deserta, con nessuna luce accesa, il camino spento e la porta aperta. Intanto che Huron li sta raggiungendo, Evandar se ne approfitta per entrare ed esaminare la casa, mentre gli altri lo seguono. Davanti al camino in pietra sta, distesa, un'amaca; vi è una libreria colma di libri e pergamene; un tavolaccio coperto di provette, alambicchi, barattoli, libri, pergamene, candele e ossa umane. Ossa umane! Ce ne sono di sparse ovunque per la casa.
Non sapendo come interpretare questa rivelazione, decidono di aspettare il ritorno di Gewin fuori dalla sua casa per interrogarlo direttamente. Dacia e Turok riposano, la prima per riprendersi dalla sbornia, che ancora dà i suoi effetti, il secondo perché ferito dallo zombi. Nel mentre, Evandar medita per ricevere i benefici della sua magia e Huron fa la guardia, molto attento all'avvicinarsi di chiunque.
Passate diverse ore senza che nessuno si facesse vedere, alle 19:00, Evandar ed Huron svegliano i loro due compagni dormienti e decidono di andare a fare qualche domanda a Myrana: visto che ha preso le difese di Gewin e, a quanto pare, è innamorata di lui, dovrebbe saperne qualcosa.
Myrana non li accoglie bene, specie perché è Evandar - un elfo alto che lei odia, da buona elfa della notte - a fare da portavoce al gruppo. In più Evandar è anche insopportabile e tediosamente lungo nello spiegare le cose. Alla fine Myrana li sta per cacciare ma, prima Huron, poi Dacia prendono la parola e spiegano a Myrana la gravità della situazione per Gewin se non lo trovano. Dacia riesce quasi a rompere il guscio esterno dell'elfa della notte, ma alla fine non ce la fa. Inutile è anche un ultimo bluff di Evandar, che esagera circa il reale pericolo corso da Gewin, perché Myrana decide comunque di non parlare, di non aiutarli ed infine gli intima di andarsene.
I quattro escono dalla bottega dell'elfa alle 19:15 e si recano di nuovo alla casa del mago per farvi la guardia. Là, verso le 19:30, si accampano con un fuocherello ed organizzano dei turni per la notte (Huron è così ligio al dovere e pregnato di spitito del sacrificio che decide di fare due turni su tre).
La mattina seguente si svegliano alle 7:30, senza che durante la notte sia successo nulla di rilevante. Decisi a vederci chiaro, su invito di Evandar, alle 8:00, il gruppo decide di avventurarsi all'interno del cimitero che, dall'esterno, sembra completamente tranquillo e deserto, se non per le tombe smosse che si vedono fin da lontano.
Non appena entrano, comincia a suonare una campana dall'allarme che Evandar, grazie alla sua individuazione del magico, riesce a capire essere generata da un incantesimo. Egli vede altresì, in lontananza, tre aure di non morti, probabilmente attratti dal suono dell'allarme, avvicinarsi e mette in guardia i suoi compagni.
Stavolta i quattro avventurieri non si fanno prendere dal panico e fronteggiano la minaccia con più coraggio rispetto alla precedente, avendo presto la meglio sui tre zombi, anche se Turok cade per terra, sfinito dalle ferite, ma prestamente aiutato dai suoi compagni.
La decisione del gruppo appare essere unanime: tutti sono - chi più e chi meno - privati delle forze, o a causa delle ferite o del lancio degli incantesimi; pertanto decidono di tornare in città per riposare, curarsi e comunicare l'accaduto al cimitero, cosicché si decida cosa fare.

:: PRESENZE :: Dacia, Evandar, Huron, Turok