Cassandra

Nome: Cassandra
Razza: Qualinesti
Classe: Druida
Anni: 77
Sesso: Femminile
Altezza: 139 cm
Capelli: Castani
Occhi: Castani
Pelle: Ambrata
Peso: Vi sembrano domande da farsi ad una donna? Eh? Comunque peso 32 kg!
Provenienza: Bosco sacro di Ashenwood, frazione della vastissima foresta di Fangoth.
Divinità: Chislev
Armi preferite: Arco lungo composito e scimitarra
Compagno animale: Aquila
Personalità e carattere: Sono combattiva, coraggiosa, carica di entusiasmo, ardore, volontà, spirito di iniziativa ed intraprendenza; a volte, quando ho la luna storta, posso essere impulsiva, aggressiva, brutale ed avere una propensione a sistemare tutto con la forza.
Non sopporto la viltà, l'ipocrisia, l'apatia, i buoni a nulla e tutti coloro che ci (a me, ad Ali d'Argento ed a tutti i miei amici) fanno un torto.

* * *

Salve a tutti, il mio nome è Cassandra, sono una Qualinesti originaria della foresta di Ashenwood – frazione della sconfinata foresta di Fangoth – bosco sacro alla dea Chislev.
Mio padre era il grande Ptah, principe elfico cugino del sovrano dei Qualinesti, mentre mia madre si chiamava Ester, sacerdotessa di Chislev. Essi morirono quando avevo quattordici anni, durante una cruenta battaglia contro i goblin, che volevano impossessarsi dei nostri territori; fortunatamente il mio popolo riuscí coraggiosamente a fermare la loro avanzata, ma a caro prezzo.
Quella tragedia mi cambiò profondamente: cominciai a pormi delle domande riguardanti il significato della vita e della morte, il bene e il male e altro ancora; non riuscendo a trovare una risposta, me ne andai dalla distrutta Qualinesti, ed intrapresi un viaggio spirituale alla ricerca del vero Vero. L’arcidruido Hagen il Sempreverde, sommo sacerdote di Chislev e custode del bosco sacro di Ashenwood, nonché superiore di mia madre, mi trovò, mi portò con sé e mi allevò come una figlia.
Esplorai la foresta di Fangoth per i seguenti vent’anni, durante i quali, grazie alla meditazione e all’interazione con l’ambiente, riuscii a trovare l’armonia interiore e alcune delle risposte che andavo cercando. Imparai molte cose dal mio nuovo padre, il quale, percepita la mia predisposizione alla spiritualità ed al dialogo con la natura, mi iniziò alle arti druidiche per una decina d’anni.
Imparato tutto quello che il mentore aveva da insegnarmi, intrapresi un nuovo viaggio, perché sentivo che era il momento di andare, per cercare il mio nuovo futuro. Durante il mio cammino, giunsi nei boschi del nord (nei pressi della città di Elmwood), dove incontrai Inanna Whisperwind, che ne era la druida guardiana. Con lei, imparai l’arte della scherma e del tiro con l’arco, al fine di difendere il bosco sacro. Mi impegnai al massimo: dovevo diventare il piú forte possibile al fine di compiere la mia vendetta sui goblin!
Siccome la mia formazione era ormai completa, dovevo trovarmi un incarico; allora chiesi aiuto ad Inanna, la quale, sentito il mio maestro Hagen, mi nominò guardiana dei boschi dell’ovest, verso le montagne Garnet ed il regno nanico di Kayolin, dove rimasi fino a non molto tempo fa.
Un giorno, durante il solito giro di pattuglia, udii in lontananza uno strano stridío e, insospettita, andai nella direzione di provenienza. Giunta sul posto, trovai un’aquila con una freccia conficcata in un’ala; allora, con molta delicatezza, riuscii ad estrarle il corpo estraneo dalla ferita e la curai con un incantesimo.
Quando fu completamente guarito, l’animale si voltò verso di me, e mi disse: «Grazie, amica mia, ti devo la vita. Per ripagarti della tua gentilezza, ti giuro eterna fedeltà. Adesso che ti ho addomesticata, addomesticami».
Io le risposi: «Non c’è di che! Mi ha fatto piacere aiutarti. Ora mi sento responsabile di te e ne sono felice. Finalmente ho una compagna di viaggio. Dimenticavo, io mi chiamo Cassandra, e tu? Qual è il tuo nome?».
«Io mi chiamo Ali d'Argento ».
Da quel preciso istante divenimmo inseparabili e ci allenammo costantemente per essere ancora piú forti, sia nella lotta corpo a corpo sia con le armi a nostra disposizione. Diventai abilissima con la scimitarra ed infallibile nel tiro con l’arco, mentre la mia aquila acquisí una velocità ed una potenza quasi indescrivibili.
Il legame che si instaurò tra me e Ali d’Argento, col passare del tempo, divenne sempre piú forte, fino ad arrivare ad oggi; ora siamo inscindibili: nulla, se non la morte di una delle due, può o potrà separarci.