Sandor Brightlance


Sandor Brightlance è nativo delle terre del nord, scuro di pelle e con pochi capelli che, solitamente, vengono levati con una completa rasatura del capo.
Sandor visse, fino ai sei anni, assieme ai suoi genitori, per poi essere venduto come schiavo, a causa dell'impossibilità di mantenerlo in una famiglia povera composta da un totale di venti persone.
Per quattro anni, funse da garzone, schiavo e combattente per un gruppo di mercenari, i quali lo trattavano con il più assoluto disprezzo, come se fosse un oggetto da poter tartassare come si voleva, inclusi gli abusi sessuali.
Durante un tremendo scontro fra questi mercenari (dediti anche al saccheggio ed allo stupro) e un gruppo di cavalieri di Solamnia, Sandor decise di ribellarsi contro i suoi aguzzini, attaccandoli in mezzo al marasma che si era venuto a creare e salvando la vita ad un cavaliere, facente cognome Brightlance. La squadra di cavalieri lo prese con sé, decidendo che sarebbe stato l'ordine a decidere il suo destino.
Raggiunta Solanthus, dopo giorni di viaggio, Sandor poté vedere le meraviglie della città e l'organizzazione dei Cavalieri di Solamnia, ordine cavalleresco del quale era stato sempre diffidato nel credere e che doveva deridere senza remore.
I giorni passavano e i cavalieri discussero molto sul suo destino. Inizialmente, lo diedero alle scuderie, poi alle cucine. Per il povero Sandor, che aveva sperato scioccamente nell'essere preso da un cavaliere, cominciarono a dipanarsi gli orrori che aveva passato, perché la gente lo trattava in maniera più umana rispetto ai suoi antichi padroni.
Poi, un giorno, probabilmente perché nessuno decideva cosa fare, il cavaliere. che era stato salvato da lui, si fece avanti, proponendosi come suo tutore, optando per allevarlo e crescerlo come un Solamnico.
Quando ciò venne fatto sapere a Sandor, il ragazzino tenne a freno la lingua, avendo paura che si trattasse di un sogno o, peggio ancora, di uno scherzo di cattivo gusto. Quando, però, si ritrovò nel palazzo nobiliare, Robert Brightlance gli spiegò le ragioni della sua scelta, narrandogli la storia dei Brightlance e asserendo di averlo adottato.
La moglie era morta qualche anno prima, senza lasciargli figli. Distrutto dal dolore, Robert vedeva la sua casata cadere sotto i suoi occhi, mentre l'ordine era l'unica cosa che gli rimaneva nella vita che contasse qualcosa, finché non vide Sandor. Fra tutti i bambini che aveva visto, lui gli aveva mosso qualcosa nel cuore, spingendolo ad adottarlo, allevarlo come un Solamnico e renderlo il proprio erede.
Robert, fra riunioni dei Cavalieri della Rosa e missioni da effettuare, fu per la maggior parte del tempo lontano dalla casa, lasciando Sandor in mano a chierici, a valenti guerrieri e cavalieri dell'ordine che insegnarono ciò che sapevano al ragazzino, facendogli capire la fortuna che aveva ricevuto e avvicinandolo, non solo all'ordine, ma anche alla possibilità di diventare un sacerdote di Kiri Jolith.
Gli anni passarono e a vent'anni venne accettato come scudiero nell'ordine, che cominciò a servire con spirito nobile e deciso a compiere il proprio dovere, senza dimenticare, però, le proprie origini.
In tutti questi anni, infatti, Sandor desiderava ritrovare i propri genitori naturali, cercare di scoprire la fine che avevano fatto e aiutarli possibilmente in qualche modo. Ma, prima di tutto ciò, lui si sentiva un Brightlance: unico erede di una casa nobiliare che ha riposto in lui le speranze di intere generazioni.
Ora serve a Solanthus e sta lavorando duro per diventare un Cavaliere della Rosa, mentre attorno a sé vede la corruzione dell'ordine aumentare di giorno in giorno, mentre il padre Robert è sempre più avvilito per ciò che sta succedendo a Solamnia e dalla decadenza che sta aumentando, di giorno in giorno. Ormai ritiratosi dall'ordine, come cavaliere di prima linea, il padre consiglia Sandor su come agire nel difficile mondo della politica nobiliare e dell'ordine, aprendogli gli occhi sul male che s'annida al suo interno.

Famiglia Brightlance

La famiglia dei Brightlance è stata una delle famiglie nobiliare di spicco di Solanthus, sebbene non abbia mai avuto posizioni di grande importanza, all'interno della città o nell'Ordine, all'eccezione di Robert Brightlance.
Il suo stemma è in campo grigio, con un corvo nero ad ali dispiegate. Viene usato sugli scudi o sulle armature, e ostentato sugli stendardi degli eventuali comandanti.
Fino ai giorni attuali, la famiglia Brightlance non si è mai distinta per nulla, se non la fedeltà all'ordine e a Solamnia, e alla capacità in combattimento, senza dimenticare l'ardore e l'ispirazione che veniva data ai sottoposti nei momenti critici.