Moran

Moran era un mago umano sui trent’anni di carnagione chiara, dai capelli neri e dagli occhi verdi, alto circa 1,70 m e pesante attorno ai 70 kg.
La sua storia in solitario comincia un mattino, quando, essendosi svegliato, dopo una notte passata accampato col suo gruppo, scopre di essere solo: i suoi compagni sono stati barbaramente trucidati nel sonno e l’unico indizio rimasto sulla scena del delitto è un anello d’argento con sopra l’effigie di un’aquila trionfante con le ali spiegate. Da allora Moran non brama altro che una tremenda vendetta da scagliare furiosamente sulle teste degli assassini del suo gruppo.
Moran è una persona che non si farebbe errore a considerare arrivista e spregevole, votata al male, alla prevaricazione, che considera come unica legge quella della forza e come unici obiettivi quelli del potere e della ricchezza. Ciò nonostante, il legame al suo primo e precedente gruppo era molto forte, essendo composta dai suoi compagni d’infanzia: se non altro gli erano utili, dannatamente utili per un mago alle prime armi; e, forse, sebbene lui stesso non riesca ad ammetterlo, gli voleva veramente bene. Anche le anime piú nere hanno una scintilla di luce.
Il suo piú grande obiettivo è quello di diventare un potente Mago dalle Vesti Nere, votato all’oscura magia di Nuitari. Intende riuscirci attraverso l’amministrazione del suo innato potere, un potere che si acquisisce unicamente attraverso la conoscenza.